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lunedì 28/09/15 11:02 - ultimo aggiornamento: martedì 13/10/15 09:22

Premio Möbius Multimedia, i vincitori

Il Grand Prix è stato attribuito a “smARTavel – l’arte nel palmo di una mano”

 Il Möbius Multimedia Lugano al LAC attraversa le generazioni grazie al racconto dell’arte col digitale

Dai progetti degli studenti della SUPSI fino al digitale visto dagli editori tradizionali e dagli esperti: un dialogo rinato e quanto mai vivo.

Lugano, 3 ottobre 2015 – Approda al LAC e fa il botto la XIX edizione del prestigioso Premio Möbius Multimedia Lugano, istituito nel 1997 dalla Città di Lugano e dalla Radiotelevisione svizzera e con la collaborazione del Prix Möbius International, con il patrocinio della nuova Fondazione Möbius Lugano per lo sviluppo della cultura digitale.

Il Grand Prix Möbius Suisse è stato attribuito a “smARTavel – l’arte nel palmo di una mano”- quale applicazione svizzera di qualità per il digitale nell’arte. La motivazione, nelle parole del Sindaco di Lugano e Presidente della Fondazione Möbius Marco Borradori, che ha consegnato il premio a Alessandro D’Amato di Alsaro: “Perché rappresenta un modello di servizio e di business che rende accessibile anche a istituzioni medio-piccole la possibilità di offrire un servizio oggi indispensabile a visitatori vicini e lontani”.

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La giuria ha poi deciso all’unanimità di assegnare il Grand Prix Möbius editoria in transizione a“Pandoracampus”, dell’editore il Mulino, “apprezzando in particolare l’apertura della piattaforma a editori diversi, l’adozione di standard aperti, l’interoperabilità con le principali piattaforme di gestione dell’apprendimento”. Queste le motivazioni pronunciate da Derrick de Kerckhove, presidente della giuria, contestualmente alla consegna del Premio, ritirato per il Mulino dal Direttore Editoriale Andrea Angiolini e da Paolo Casarini. Il Premio Speciale Möbius Giovani è stato assegnato dal Direttore della Fondazione Möbius Alessio Petralli a Rozalia Talic per “Stop cyberbullying”.

La tecnologia acquista valore quando non è solo ricerca fine a se stessa ma diventa innovazione al servizio dell’umano. È il caso del lavoro di Vidiemme Consulting che, con il team capitanato da Laura Faedda, ha offerto ai partecipanti una dimostrazione dei Google Glass per l’arte e l’accessibilità, un’applicazione pensata per consentire la fruizione del museo alle persone audiolese, offrire un’esperienza interattiva dell’intera struttura museale, innovare il “racconto dell’arte” attraverso una tecnologia che dà centralità all’utente. Il LAC ha rappresentato il contesto ideale, grazie a una demo dedicata a tre opere ospitate nel complesso luganese, di Turner, Hodler e Medardo Rosso, che ha riscosso molto successo tra ilpubblico partecipante.

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Nel pomeriggio, grande attenzione per il Simposio “Raccontare l’arte con il digitale”, introdotto da Derrick de Kerckhove che ha illustrato un possibile percorso per rispondere alla domanda centrale: a che serve il digitale per raccontare l’arte? Fondamentale è il riconoscimento di una strategia che riconosce alcuni concetti chiave per il connubio artedigitale:

- rivelazione: digitalizzazione delle grotte di Dunhuang in Cina, storia del buddismo, nonvisitabili per il rischio di danneggiamento ma navigabili online;

- interattività: dal quadro che si deforma con la vista dell’osservatore (Joachim Sauter) al Video sul Museo archeologico virtuale di Ercolano, realizzato “in economia” quindici anni fa;

- parodia: come nei gattini di Bansky a Gaza;

- morphing: è il caso dei ritratti di Rembrandt con animazione lenta.

De Kerckhove infine auspica un racconto dell’arte con i transmedia affidato alle giovani generazioni, ad esempio con un’opera come la Divina Commedia.

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L’evoluzione della proposta museale è al centro dell’intervento di Jean-Pierre Dalbéra, che ha presentato una panoramica sull’operazione di mediazione culturale attuata dai sistemi museali francesi, attraverso un’analisi dinamica e diacronica delle statistiche sulla fruizione dei musei. Particolare attenzione è stata dedicata a identificare e analizzare gli strumenti multimediali e digitali che progressivamente sono stati incorporati nel tempo: dai cartelli esplicativi ai sistemi digitali interattivi.

L’arte e la cultura gastronomica sono il tema scelto dal direttore editoriale di Treccani, già Ministro della Cultura in Italia, Massimo Bray. Partendo da una breve evoluzione dell’enciclopedia e del digitale nel sapere enciclopedico, Bray racconta la storia dell’Artusi che fonda appunto un “sapere enciclopedico” e un linguaggio per l’arte gastronomica. La Treccani, spiega Bray, ha deciso di stimolare l’interesse dei giovani verso un prodotto culturale come l’Artusi, attraverso la creazione di un videogioco cha ha raccolto commenti molto positivi.

Gino Roncaglia ha illustrato il nuovo progetto di Rai Cultura “Viaggio nella bellezza” che si propone di valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano. Rispetto alla logica tradizionale che nel mondo broadcast parte dal programma televisivo per approdare con lo“spacchettamento” ai social network, la scelta in questo caso è stata di invertire il percorso, cercando di strutturare narrazioni complesse a partire da nuclei tematici separati. In questo senso, “Viaggio nella cultura” è l’esempio di un sito di aggregazione e di contenuto e non un tipico sito di programma.

Secondo esempio è il “costruttore di lezioni” all’interno del sito di Rai Scuola che unisce la qualità delle “fonti” disponibili con la grande autonomia e personalizzazione riservata all’utente. Il progetto di Jean-Jacques Launier, fondatore del Musée Art Ludique di Parigi, inverte in modo stimolante il punto di vista, riconoscendo la dimensione artistica del digitale. Il videogioco, nello specifico, come prodotto visuale e narrativo, offre oggi una altissimo valore culturale e artistico, riconosciuto negli ultimi tempi dagli operatori “tradizionali”. Art Ludique ha già raggiunto, nei primi due anni di vita, un secondo, ambizioso obiettivo: avvicinare le nuove generazioni all’arte in una forma coinvolgente e allo stesso tempo rigorosa.

L’appuntamento per il Ventesimo del Premio Möbius è per il 1 ottobre 2016, in un’edizione speciale che non mancherà di sorprendere e di proporre un respiro ancora maggiore e consolidato, grazie alla nuova Fondazione, che verrà presentata compiutamente nel corso del 2016.

Pdf, il comunicato stampa

Premio Moebius 2015

 

 

 

 

 

 

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Sabato 3 ottobre 2015, 09.30-17.00

 LAC (Sala 4) | Piazza Luini 6, Lugano | entrata libera

La XIX edizione del Premio Möbius Multimedia Lugano propone due rilevanti novità: il Premio si presenta per la prima volta sotto l’egida della Fondazione Möbius Lugano per lo Sviluppo della Cultura Digitale e, sempre per la prima volta, si svolge negli spazi del nuovissimo centro culturale LAC.

La nuova Fondazione Möbius Lugano, costituitasi nello scorso mese di giugno, verrà presentata compiutamente al pubblico nel corso del 2016, anno dei festeggiamenti per la ventesima edizione del Premio Möbius Multimedia Lugano che si terrà il primo ottobre 2016.

Vent’anni per un premio multimediale sono un periodo lunghissimo, che presenta diverse “ere geologiche” al proprio interno (basti pensare che agli inizi il Premio Möbius si occupava del cd-rom, denominato a quell’epoca “il nuovo papiro”). Dopo essere stato per tanti anni esclusivamente rivolto a prodotti multimediali in lingua italiana, per l’ottavo anno il Premio Möbius Multimedia Lugano, oltre al tradizionale Grand Prix Möbius per l’area linguistica italiana, assegna il Grand Prix Möbius Suisse: in questa edizione ci si occuperà dell’innovazione svizzera di qualità per il digitale nell’arte, in collaborazione con la Fondazione AGIRE.

Anche in questa edizione il Grand Prix Möbius per l’area linguistica italiana, tenendo presente la complessità a vari livelli in cui si trova l’editoria tradizionale in lingua italiana (e più in generale europea) di fronte all’avvento del digitale su scala globale e di fronte al predominio dei grandi “monopolisti della rete” quali Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft, dedica la sua attenzione a prodotti multimediali e crossmediali particolarmente innovativi, che intendono mostrare percorsi praticabili e obiettivi ambiziosi a quella che oggi è a tutti gli effetti un’editoria in transizione e in difficoltà.

Viene inoltre riproposto all’inizio della mattinata lo spazio Möbius Giovani, nel quale viene assegnato un Premio Speciale su indicazione del Comitato esecutivo a studenti del corso di comunicazione della SUPSI che presentano le loro narrazioni virali più originali.

I due Grand Prix Möbius assegnati a Lugano potranno partecipare di diritto al susseguente Prix Möbius International, quando questo prestigioso premio internazionale si ripresenterà in una sua rinnovata veste, dopo una articolata fase di ridefinizione.

Al termine della mattinata e prima del simposio pomeridiano, al pubblico del Möbius sarà offerta la possibilità di provare i Google Glass e l’Oculus Samsung Gear VR, con l’assistenza di personale specializzato. Il simposio di quest’anno è dedicato a “Raccontare l’arte con il digitale”, in sintonia con il nuovissimo centro culturale e artistico che ospita il Premio per la prima volta. Il tema, in relazione ai tanti modi per raccontare l’arte in maniera affascinante attraverso l’ibridazione originale di linguaggi e strumenti diversificati, verrà illustrato, con molte dimostrazioni specifiche, dagli interventi puntuali di cinque relatori d’eccezione, con dibattito a seguire. 

Grand Prix Möbius Suisse

 L’innovazione svizzera di qualità per il digitale nell’arte

Grand Prix Möbius editoria in transizione

 Il prodotto di qualità innovativo area linguistica italiana

Premio Speciale Möbius Giovani

 Progetti di comunicazione virale

Simposio “Raccontare l’arte con il digitale”

 Tanti modi per raccontare l’arte in maniera affascinante, attraverso l’ibridazione originale di linguaggi e strumenti diversificati, con la partecipazione di Derrick de Kerckhove, psicotecnologo, erede di Marshall McLuhan.

Il Pdf con il programma

Premio Möbius 2015

Il programma  

Il comunicato stampa

Premio Möbius Multimedia