Uli Sigg: un ponte verso la Cina

LA 2, dopo le 23.00

di Michael Schindhelm

ll documentario di Michael Schindhelm su Uli Sigg racconta attraverso le immagini della Cina di ieri e di oggi e soprattutto attraverso l’arte e gli artisti cinesi contemporanei, la storia di un uomo, uno svizzero, che ha fatto della sua vita una missione: quella di costruire un ponte tra la Cina e l’Occidente. Vicepresidente, nel 1980, della prima Joint Venture tra un’impresa occidentale (la Schindler) e la Cina di Mao, gioca all’inizio un ruolo difficile ma significativo nell’introduzione dell’economia di mercato nel paese. Poi nel 1995 Flavio Cotti lo nomina per 4 anni Ambasciatore svizzero in Cina, Mongolia e Corea del Nord. E sarà proprio nel suo ruolo di ambasciatore a Pechino che Uli Sigg scoprirà l’arte cinese contemporanea e la sua vocazione di patrocinatore degli artisti. Sarà lui infatti a portare in occidente artisti come Ai Weiwei, Zeng Fanzhi o Cao Fei e la sua collezione diventerà ben presto la più ricca nel suo genere. Oggi Sigg vive non lontano da Lucerna ma continua a svolgere un ruolo internazionale di consulenza e mediazione sia per quanto riguarda lo sviluppo economico della Cina, che per quanto riguarda l´arte cinese contemporanea. Entro il 2019, 1500 quadri della sua splendida collezione se ne andranno a Hong Kong, quando sarà ultimato il nuovo Museo delle Arti Visive, ma Sigg non smette di ampliare la sua collezione, di fare consulenze e di sostenere, soprattutto, i giovani artisti cinesi.

Seguici con