Serate Evento

Mercoledì 8 febbraio 2017, LA2, ore 21.00

 

MISSIONE DiCAPRIO

Cambiamenti climatici: siamo a un “punto di non ritorno”?

Attraverso la visione del docu-film di Leonardo DiCaprio, se ne discute con gli ospiti di Alessia Caldelari: Ottorino Pedrazzini, biologo e docente, con una lunga storia nel WWF svizzero e Fabrizio Grosoli, direttore del Trieste film Festival e del Festival internazionale del Documentario Visioni del mondo

 

Con la rapidità con cui sembra cambiare il mondo in queste settimane, può darsi che quando leggerete questo testo gli “alternative facts” si saranno affermati anche in materia di clima, e penseremo tutti che il cambiamento climatico è un’invenzione dei cinesi per danneggiare l’economia americana – come sostiene qualcuno molto in alto, dall’altra parte dell’Atlantico. Sperando che le cose non vadano così in fretta, vale la pena di esserci, mercoledì 8 febbraio (LA 2, alle 21) alla serata evento sul clima che Alessia Caldelari condurrà nella “location” insolita del Museo cantonale di storia naturale. Prodotto da Bruno Bergomi, il programma ruoterà attorno a Punto di non ritorno (titolo originale: Before the Flood), il documentario prodotto e “interpretato” da Leonardo Di Caprio. Il quale per tutta la durata del film gira il mondo per raccontare di prima mano (e con scienziati, attivisti e leader mondiali) come il riscaldamento globale sta cambiando il pianeta, quali sono le cause e cosa possiamo fare per invertire la rotta.


Che c’entra Di Caprio con i cambiamenti climatici? Al di là delle sue idee sul tema (è un’ossessione, non passa un giorno senza che ci pensi, mi consuma come un fuoco lento, ha dichiarato) la risposta è semplice: un divo del cinema ha più “audience” di chiunque altro. Non necessariamente la gente prende sul serio quello che dico, ma almeno mi ascolta, dice. Punto di non ritorno è una “chiamata alle armi”, ed è anche un gran bel film. Senza bisogno degli effetti speciali di Hollywood, ci mette davanti a dei fatti (e non alternativi, se dio vuole) e dà qualche indicazione su come cambiare le cose. Avrebbe dovuto darne ancora ancora di più, secondo il New York Times, unica voce critica in un coro di elogi. Ma quello che riesce a fare (e a spiegare) è già moltissimo. Non a caso per la “prima” il 30 ottobre il National Geographic ha lanciato un evento colossale, trasmettendo il film in chiaro in 171 paesi diversi.

 

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