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Savatteri e gli uomini che non si voltano

Gaetano Savatteri – classe 1964, narratore e giornalista - è autore di alcuni romanzi che colpiscono per la forza dello stile e delle storie che raccontano. Siciliano di nascita trapiantato a Milano prima e a Roma poi, Savatteri è una di quelle belle sorprese che la grande distribuzione e inflazione mediatica non arriva a dare la giusta luce. Uno di quegli “scrittori di cose” (e non di parole), come avrebbe detto Pirandello. Gaetano Savatteri è autore di tre romanzi pubblicati da Sellerio ancora reperibili in libreria, un testo sui siciliani edito da Laterza , più altri testi minori di più difficile conquista e reperibilità. Uno scrittore che fa pensare a Leonardo Sciascia - anche nel suo ultimo e notevole Gli uomini che non si voltano, pubblicato anch’esso da Sellerio. Al centro e all’origine della storia tre amici: Placido, l’idealista; Silvestre, l’arrivista portaborse; e Aurelio, l’eroe su cui si concentra il dilemma da tragedia classica tra la libertà individuale e la prescrizione del Fato. Hanno vissuto insieme a Palermo, al Liceo e all’Università, gli anni del Movimento dell’Antimafia dopo la stagione delle stragi. Placido è diventato poliziotto ed è rimasto incastrato in un processo infamante. Silvestre è diventato un giornalista asservito ai potenti. Aurelio ha ereditato il ruolo -e con esso la ragnatela di dominio - del padre ed è stato eletto parlamentare in un partito di potere. Anni dopo, i tre si ritrovano. Rossana Maspero ha intervistato per Furbo chi legge Gaetano Savatteri.

Gaetano Savatteri, Gli uomini che non si voltano, Sellerio, 2006

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