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Zaccuri: il romanzo di Sanremo

Infinita notte e la nuova epica italiana

Il consiglio di Alessandro Zaccuri č chiaro: Sanremo bisogna prenderlo seriamente come un gioco. Parola di chi in un'ipotetica sessantesima edizione del Festival della canzone ci ha ambientato un romanzo dal titolo Infinita notte, un affresco del caravanserraglio canoro su cui da 59 anni si concentra l'universo dei media, vecchi e nuovi. Nella sua metafora della societā italiana si intrecciano le storie della variegata fauna che si incontra dentro e fuori il mitico Teatro Ariston: gli autori televisivi, il manager e la bella mauriziana, la mafiosa russa, il figlio rapper di un dirigente della RAI che usa la contestazione del sistema per tentare di entrare nell'ingranaggio medesimo, le studentesse al suo seguito che vogliono mettere in pratica quanto la televisione ha insegnato loro.

Infinita notte parla di tv e di reality show, ma sa osservare i protagonisti nella loro umanitā. E' un romanzo che ha l'ambizione di essere corale, come spiega l'autore nell'intervista a Mariarosa Mancuso. E che si inserisce a pieno titolo nel filone della cosiddetta nuova epica italiana.

 

Alessandro Zaccuri, Infinita notte, Mondadori 2009

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