<<<Dal mondo
Bonnefoy Yves
Yves Bonnefoy (1923) è ritenuto il maggior poeta vivente francese e una delle più alte figure della poesia mondiale del Secondo Novecento. Più volte candidato al Premio Nobel, ha ricevuto le massime onorificenze in patria e all’estero, tra le quali il Premio “Balzan” (1995) per i suoi studi di critico d’arte. Professore al Collège de France, traduttore di Shakespeare, Keats e Leopardi, saggista, il suo lavoro è considerato nel Novecento pari a quello di Baudelaire nel suo tempo. Le sue opere principali sono apparse presso alcuni dei maggiori editori italiani.
Dopo gli studi di filosofia, prima alla Sorbona e poi con Gaston Bachelard, fiancheggiò per un breve periodo il surrealismo, da cui si distanziò ben presto per avvicinarsi all'esistenzialismo. Per Bonnefoy è compito del poeta ritrovare la nativa vicinanza delle parole e delle cose (tipica dell'infanzia), cancellata dalle necessità della concettualizzazione intellettuale e della vita quotidiana attiva. Questo tema centrale è espresso dall'autore in numerosi scritti teorici, ma anche nella poesia, che si prefigura dunque come costante riflessione sul suo farsi.
I libri di Bonnefoy “hanno per oggetto il rapporto con il mondo, e non la riflessione interna all'io. Quest'opera è una delle meno narcisiste che si possano immaginare” (Jean Starobinski).
L’intervista è di Pierre Lepori.
- Ascolta l'audio (9’23’’ – Inserto, 05.06.2006)