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I genitori
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Forse non tutti sanno che, etimologicamente, adolescente significa “incomincio a crescere”. Infatti il bambino si ritrova ad un certo punto della sua vita ad entrare in una fase di transizione che lo porterà ad essere un adulto, con tutti i cambiamenti fisici, psicologici e sociali che essa comporta.
I primi ad accorgersi di questo passaggio sono i genitori: il figlio tutto ad un tratto tende a trasgredire alle regole, inizia ad opporsi a tutto ciò che gli viene proposto, non cerca più un contatto fisico, vuole stare solo con i suoi amici o chiuso nella sua camera. Per i genitori è un vero e proprio incubo e lo vivono come un tradimento. Ma l’adolescenza non è solo questo. C’è chi sostiene che “L’adolescente non è altro che il prodotto del mondo adulto, è il distillato finale di tutte le paure, le incoerenze e le debolezze di uomini e donne che li hanno preceduti e che offrono loro costanti modelli di riferimento e gesta da imitare. Nel bene e nel male”.
Ma è anche l’età in cui si inizia a sognare a come e cosa si sarà da grandi, è l’età dell’ingenuità e della consapevolezza, è l’età dei primi amori e delle prime delusioni, è l’età delle paure e delle speranze. Ma come vivono i giovani di linea rossa questo passaggio dall’infanzia alla vita adulta nel rapporto con i loro genitori? Quanto di ciò che viene fatto dai loro genitori viene percepito come un ostacolo e quanto invece come un sostegno? Come e quanto cambiano le relazioni tra genitori e figli in una famiglia monoparentale? I giovani si sentono davvero liberi di esprimere ai loro genitori il proprio disagio? Oscar Wilde diceva: “All’inizio i figli amano i genitori. Dopo un po’ li giudicano. Raramente, o quasi mai, li perdonano.” È davvero così? Ai giovani di linea rossa l’ardua sentenza. Domenica alle 12.45 su RSI La1


