Il teatro oltre confine

Ho ricevuto ancora qualche messaggio dall’Italia di amici che mi hanno seguito sia alla Televisone, sia nei teatri. Io mi ricordo di certe belle trasferte a Luino, a Varese, a Vercelli, dove ho recitato in dialetto diverse commedie. La gente le apprezzava, il dialetto non era un problema, lo capivano tutti. In particolare una sera Vercelli mi è rimasta in mente: quante persone, dopo lo spettacolo, in camerino a farmi i complimenti! Si ricordavano i titoli delle commedie in cui avevo recitato, i ruoli che avevo sostenuto, citavano anche delle battute! Quella sera parlavano più con me, che avevo il ruolo di sarta, che con Yor, che era l’attore principale! Il direttore d’orchestra mi disse, dopo lo spettacolo: "Lei ha la voce che corre!" E poi mi spiegò che lui mi aveva seguito dal fondo del teatro, aveva capito tutto, aveva apprezzato il tono, il volume, la forza, la chiarezza e la musicalità della mia voce.