Il Mare Nostrum visto dall'altra parte (RSI/ludoC)

Come narrare il Mediterraneo?

COPEAM 2017: a Beirut la conferenza annuale dell’audiovisivo per "ritrovare il gusto delle notizie lente"

domenica 14/05/17 16:15 - ultimo aggiornamento: lunedì 15/05/17 06:56

Migrazione, crisi economica e crisi politica, insicurezza, paura del futuro e bufale: come raccontare cosa succede oggigiorno nella regione Euromediterranea? Come fornire un'informazione rigorosa e imparziale? Come evitare di cadere nelle trappole delle fake news che galoppano online? Come non cedere al sensazionalismo? Sono alcune delle domande a cui si è cercato di rispondere durante la 24esima conferenza annuale della COPEAM, la Conferenza permanente dell'audiovisivo nel Mediterraneo, di cui RSI è membro fondatore. Un appuntamento itinerante, tenutosi quest'anno dall'11 al 13 maggio a Beirut.

Diversi gli interventi di esperti del panorama mediatico internazionale: Helen Boaden, giornalista ed ex dirigente della BBC, ha per esempio esortato i presenti a scavare sempre in profondità, mentre Leila Ghandi, giornalista franco-marocchina, ha ribadito come oggi più che mai sia fondamentale la scelta delle parole ("Non bisogna parlare di migranti, ma di rifugiati, persone che lasciano le loro case, le loro vite, per trovare rifugio lontano dalla guerra").

Il videomaker greco Will Vassilopoulus, che per mesi ha coperto la crisi dei migranti a Lesbo, vedendo sbarcare, e troppo spesso morire, migliaia di persone, ha da parte sua ricordato un concetto che potrebbe sembrare banale ma che è più che mai fondamentale per chi fa informazione: ricordarsi che dietro ai numeri ci sono persone, storie di vita. Sono queste che devono essere messe al centro del racconto, non le statistiche.

Come veicolare dunque un'informazione di qualità nell'epoca delle notizie fluide? Difficile scrivere una ricetta definitiva, ma gli ingredienti per provarci ci sono: bisogna imparare a guardare, ma soprattutto a condividere, poiché senza la conoscenza delle differenze reciproche non può esserci comprensione. Ma soprattutto - è stato ribadito da tutti i partecipanti - bisogna ritrovare e far ritrovare al proprio pubblico il gusto delle notizie "lente": non farsi prendere dalla smania di pubblicare subito e a tutti i costi ma approfondire raccontando i retroscena, verificare e recarsi al fronte, laddove succedono le cose per raccontare in prima persona cosa sta accadendo. 

La COPEAM tornerà a riunirsi l'anno prossimo, questa volta in Spagna. Un esempio di come, una volta tanto, il Mare Nostrum riesce ad unire, invece che dividere.

Ludovico Camposampiero

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