Vita da profugo a Marawi - di Cristiano Tinazzi e Ruben Lagattolla

Gli sfollati di Marawi

Sono 360'000 le persone che fino a maggio avevano una casa e ora vivono ammassate in un campo profughi (3)

lunedì 04/09/17 05:30 - ultimo aggiornamento: lunedì 04/09/17 06:55

Quattro storie per raccontare le Filippine di oggi attraverso l'attualità. Storie di persone che cercano di cambiare le cose, storie di gente semplice, di sfollati e di imprenditori, di pescatori e sognatori. Per raccontare le Filippine e le sue contraddizioni, le sue bellezze e le sue diversità quattro storie non bastano, ma sicuramente possono farci vedere in parte un Paese poco conosciuto in Europa.

La terza storia, come la seconda, si svolge a Marawi città dellle Filippine che richiama Mosul. Il paragone non è un caso: imponenti distruzioni all'interno della città, una resistenza prolungata da parte dei militanti del Gruppo Maute (affiliati all''IS), centinaia di migliaia di sfollati. Un fatto senza precedenti nella storia delle Filippine e del sud est asiatico che dopo più di tre mesi di combattimenti ancora non vede la parola fine.

A subire le maggiori conseguenze di tutto ciò è la popolazione di Marawi e dei villaggi intorno ad essa, costretti a lasciare i loro beni e i loro affetti per finire in alberghi, da parenti o, per chi non ha altre possibilità, in campi di sfollati. Una situazione che tocca anche i più piccoli, costretti a lasciare lo studio e gli amici. I problemi per loro sono tanti: dalla necessità di avere acqua e cibo alle cure mediche, importanti per chi deve vivere in condizioni sanitarie non ottimali e non ultimo il supporto psicologico, soprattutto per le categorie più deboli della popolazione, donne e bambini. 

Cristiano Tinazzi

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