Sulu, l'isola proibita - di Cristiano Tinazzi e Ruben Lagattolla

Gli zingari del mare

Genti diverse abitano una delle isole più misteriose delle Filippine: Sulu dove, anche oggi, si arriva solo in barca (4)

lunedì 11/09/17 06:00 - ultimo aggiornamento: lunedì 11/09/17 17:01

Quattro storie per raccontare le Filippine di oggi attraverso l'attualità. Storie di persone che cercano di cambiare le cose, storie di gente semplice, di sfollati e di imprenditori, di pescatori e sognatori. Per raccontare le Filippine e le sue contraddizioni, le sue bellezze e le sue diversità quattro storie non bastano, ma sicuramente possono farci vedere in parte un Paese poco conosciuto in Europa.

La quarta e ultima storia ci porta a Sulu, l'isola proibita per molti. Un luogo magnifico, con acque cristalline e foreste impenetrabili. Sulu è un paradiso fatto di foreste pluviali, mangrovie, alberi di cocco, piantagioni di caffè e frutti esotici dai nomi più disparati: durioni, garcinie mangostane, lanzones. Acque ricchissime di pesci, molluschi e crostacei. Mari splendidi solcati dai galeoni e dai prahos (veloci imbarcazioni locali), percorsi da pirati e navi commerciali e militari. Nessun collegamento aereo. L'isola si può raggiungere solo via mare.

Dalla città di Zamboanga, situata nell'isola di Mindanao, ci vogliono circa sei ore di navigazione. Il 'rido' (un metodo violento di risoluzione del conflitto attraverso faide tra clan o gruppi rivali) è un fenomeno locale che si va innestare sulla guerriglia indipendentista, sul fenomeno del banditismo e sul terrorismo creando un pericoloso mix difficile da disinnescare. Ma le cose, con il passare degli anni, cambiano. Qui a Sulu e in altre isole si trovano anche gli apprtenenti ad Abu Sayyaf, gruppo legato allo stato islamico. 

Cristiano Tinazzi

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