DASH, la moda illustrata - di Lorenzo Amuso

Noémie Schwaller è... DASH

La rivista di moda che fa tendenza e che, da sogno di una svizzera, si è trasformata in una realtà mondiale

martedì 04/04/17 05:52 - ultimo aggiornamento: venerdì 07/04/17 11:46

A Londra è arrivata ormai sette anni fa. Doveva restarci inizialmente 15 mesi, sono diventati inevitabilmente 84. Perché sulle rive del Tamigi Noémie Schwaller ha trovato quello che cercava. Un’ambiente aperto e stimolante, multietnico e dinamico. Per realizzare il suo sogno, fondare una rivista di moda dedicata ai giovani talenti. Per i primi sette numeri DASH è stata pubblicata anche in versione cartacea, oggi è solo online, ma premi e riconoscimenti sono continuati ad arrivare. Da un master in “giornalismo di moda”, passando da svariati impieghi in redazioni di design e architettura, fino alla conduzione di una sua rivista.

Creatività illustrativa

“Ma non è il mio magazine, scelgo io a chi dare spazio, ma cerco di rappresentare la più ampia gamma possibile di talenti e tendenze”, spiega Noémie, che rimprovera sottovoce la Svizzera per “una certa mentalità chiusa”, ma subito dopo confessa che Zurigo resta la sua vera casa, dove ritorna appena può. Durante le settimane delle sfilate vola tra Milano e Parigi, alla ricerca di nuovi colori, abbinamenti, soluzioni creative. Non solo per scoprire le nuove mode, ma - quando possibile - per anticiparle. Così da poterle raccontare - tramite immagini, e lunghi reportage - su DASH. Più di una rivista di moda, “un’esperienza meravigliosa che mi dà la possibilità di frequentare questo ambiente e collaborare con persone fantastiche”.

Nostalgia

Spesso percepito - in maniera frettolosa - come un’ambiente frivolo ed eccentrico, l’ambiente della moda è espressione di un’industria gigantesca, dal fatturato enorme. Certo, alla base resta un’anarchica fantasia, incoraggiata ancor più che accettata. “Sarebbe bello se il mondo fosse più libero anche in altri campi - aggiunge Noémie che di Londra apprezza - l’apertura e la cordialità di una società multietnica”, ma anche “la grande offerta di mostre, appuntamenti culturali, ristoranti di ogni tipo”. Eppure, nonostante un presente frenetico che tracima stimoli sempre nuovi, resta un velo sottile di nostalgia. Tipica di chi vive lontano da casa. “Mi mancano molte cose della Svizzera, l’aria fresca, la qualità della vita, le passeggiate in montagna”. E l’elenco potrebbe continuare.

Lorenzo Amuso

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