USA-Messico: madri deportate - di Riccardo Ferraris

Quelle madri deportate

Storie da Tijuana, cittadina del Messico, al confine con gli Stati Uniti d'America, dove si mescolano generosità e tristezza (2)

venerdì 11/08/17 05:35 - ultimo aggiornamento: venerdì 11/08/17 20:50

Yolanda ha due figli che vivono a San Diego, dall'altra parte del confine. Lei può solo vederli attraverso il muro e aspettare che i bambini le facciano visita una volta al mese nella città di Tijuana dove si è stabilita dopo il mandato di espulsione. Come lei altre centinaia di madri, di tutte le età, si sono radunate nell'associazione 'Dreamers Mom'. Un progetto nato dalla voglia di condividere le stesse paure e frustrazioni. Un'iniziativa che ha anche permesso di realizzare 'Cuentos Para Dormir': un libro illustrato per bambini nato dalla volontà di spiegare ai propri figli il significato e le ragioni della deportazione. Una fiaba per bambini scritta per raccontare ai propri piccoli che la famiglia è sempre unita, anche a quasi 100 chilometri di distanza.

Dall'altra parte della città, Maria Galleta ha voluto invece mettere in piedi un aiuto concreto. Il suo 'Madres y Familia' non è altro che un piccolo ufficio a pochi passi dal muro di confine. Un avamposto che offre aiuto e primo soccorso alle madri deportate. "Molte arrivano qui senza niente, vestite ancora con gli abiti del centro per immigrati nel quale sono state trattenute" racconta Maria.

Riccardo Ferraris

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