L'intervista a Emiliano Soldini, docente e ricercatore SUPSI - di Alex Ricordi

Un popolo di... riciclatori

Gli svizzeri producono molti rifiuti - sono il secondo produttore europeo - ma sono anche campioni nel loro recupero

venerdì 14/04/17 05:47 - ultimo aggiornamento: sabato 15/04/17 09:56

Quanti rifiuti produciamo? Quanti vengono recuperati e riciclati? Domande di costante attualità in un’economia chiamata a essere sempre più attenta all’uso razionale delle risorse e all’impatto ambientale. Le statistiche indicano che ogni anno, in Svizzera, vengono prodotti quasi 24 milioni di tonnellate di rifiuti. Circa due terzi di questo quantitativo corrispondono a rifiuti derivanti dalle attività dell’edilizia. È di quasi un quarto, invece, la proporzione corrispondente ai cosiddetti rifiuti urbani, quelli comunemente intesi e prodotti ogni giorno dalle economie domestiche.

Rifiuti in Svizzera, le cifre più recenti (rsi)

Emiliano Soldini è un docente e ricercatore della SUPSI che da anni ha esteso il suo lavoro d’analisi anche a questo ambito. Ed è lui a confermarci, come già attestato da più statistiche, che gli svizzeri certamente... spiccano sul fronte della produzione di rifiuti urbani. “Siamo il secondo maggior produttore pro capite in Europa, dopo la Danimarca: con circa 730 kg per abitante, la Svizzera si colloca nettamente al di sopra della media europea, che è pari a 475 kg”.

Emiliano Soldini, docente e ricercatore presso la SUPSI (rsi)

Un dato, certamente non invidiabile, compensato però da una propensione altrettanto spiccata per il riciclaggio degli stessi rifiuti. Su questo versante la prima della classe è la Germania, con un tasso di quasi il 65%. Ma la Svizzera, “con una proporzione di rifiuti urbani riciclati pari al 54%”, si colloca comunque “nelle prime posizioni a livello europeo”. Soldini sottolinea quindi i dati che concernono, sul piano nazionale, i tassi di riciclaggio delle distinte tipologie di rifiuti: oltre il 90% per il vetro, più dell’80% per la carta, tassi intorno al 70% anche per materiali, come pile e batterie, che implicano un lavoro di recupero certamente più complesso. Nell’insieme, a livello nazionale, si registrano ogni anno circa 3 milioni e 200’000 tonnellate di raccolte separate.

Tassi di riciclaggio, in Svizzera, per le varie tipologie di rifiuti (rsi)

Certamente, in alcuni ambiti, si potrebbe fare molto di più. Ad esempio, sottolinea Soldini, per il recupero di materie plastiche che, nonostante estese possibilità di riconversione e riutilizzo, finiscono ancora nella spazzatura.

 

Quindi, non è forse ancora diffusissima la consapevolezza sulle possibilità di riciclaggio per varie tipologie di plastica. Poiché essa “costituisce una gran parte della nostra economia, sarebbe allora estremamente saggio promuovere il riutilizzo di questo materiale”, osserva l’esperto della SUPSI.

È certamente aumentata, negli anni, la propensione degli svizzeri al riciclaggio dei rifiuti (keystone)

Ad ogni modo, tornando al quadro generale, la pratica del riciclaggio dei rifiuti in Svizzera si è, negli anni, certamente rafforzata. “Il tasso di raccolte separate” ci dice Emiliano Soldini “è aumentato dal 48% circa del 2004, al 54% del 2014”. Una progressione, questa, cui non è certo estranea una presa di coscienza del valore di materiali destinati, altrimenti, all’incenerimento. “Perché è nettamente meno costoso raccogliere separatamente, riciclare e riutilizzare i rifiuti, rispetto alla loro distruzione”, rammenta Soldini.

E al valore dei rifiuti riciclabili non è certo rimasto insensibile il mondo dell’impresa. Ragion per cui è anche molto cambiato, rispetto al passato, il comparto degli operatori attivi nel riciclaggio e nello smaltimento.

 

La popolazione elvetica, in conclusione, mostra allora di essere già piuttosto virtuosa in materia di riciclaggio dei rifiuti. Cosa rimane, allora, da fare e da perfezionare sul piano della sensibilizzazione? “Bisognerebbe sicuramente intervenire per cercare di ridurre la produzione dei rifiuti”, afferma Emiliano Soldini, riprendendo considerazioni già formulate in merito da Marc Chardonnens, direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

Marc Chardonnens, direttore dal 2016 dell'UFAM, ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni per ridurre la produzione di rifiuti (rts)

Nel 1970 il quantitativo per abitante in Svizzera si attestava a circa 310 kg per abitante. Adesso siamo attorno a 720-730 kg. Dove si può lavorare sarebbe a monte della produzione, sottolinea l’esperto della SUPSI. "Da un lato,quindi, bisogna comunque continuare a sensibilizzare per quanto attiene alla raccolta separata e al riciclaggio. Dall’altro, occorre, se vogliamo, cercare di far tornare presso i consumatori la logica del riutilizzo, della non sostituzione immediata”. Il tutto, nella consapevolezza che i rifiuti "migliori", in definitiva, sono sempre quelli che non vengono prodotti.

Alex Ricordi

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