Dalla Siria a Torino - di Antonio Storto

Una famiglia, 150 famiglie

Fuggire dalla guerra in Siria e rifarsi una vita altrove. Un'impresa non facile, ma a Torino c'è chi si è dato da fare

giovedì 10/08/17 05:33 - ultimo aggiornamento: giovedì 10/08/17 09:46

Febbraio 2016. Le prime 24 famiglie siriane atterrano in Italia grazie a un “corridoio umanitario” aperto sulla badse di un accordo che la Comunità di Sant’Egidio ha stipulato con il Governo italiano e che prevede l’arrivo di 1.000 nuclei famigliari che, in questo modo, possono lasciare la Siria con regolare visto e senza alcun onere per le istituzioni italiane.  A farsi carico della loro accoglienza sono infatti, di volta in volta, coordinamenti composti da associazioni, volontari e privati cittadini.

Dal febbraio 2016 ad oggi 900 di quelle 1.000 famiglie sono già arrivate in Italia. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono gli al-Abdallah, un nucleo familiare originario di Aleppo e composto di 11 persone. Ad aprile sono state “adottate” da una cordata di 150 famiglie torinesi, che per i prossimi due anni si faranno carico di ogni loro esigenza. Tra i primi ad essere arrivati, invece, c’erano i Makawi, originari di Homs e arrivati, sempre a Torino, nel febbraio 2016: dopo un anno passato a cercare inutilmente lavoro il capofamiglia, Gamal, ha deciso di chiedere un prestito ai suoi parenti emigrati in Germania. Con quel denaro, i Makawi hanno appena aperto il primo ristorante siriano del capoluogo piemontese. Le loro storie nel video.

Antonio Storto

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