Vivi o morti: il contrabbando di animali - di Ludovico Camposampiero e Jari Pedrazzetti

Animali, "vivi o morti"

Il traffico illegale è un business che vale miliardi - Il Museo di storia naturale di Berna dedica un’esposizione al fenomeno

venerdì 17/02/17 06:00 - ultimo aggiornamento: venerdì 17/02/17 05:59

È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali.

Voltaire

Insieme al contrabbando di armi e al traffico di droga è uno dei business più redditizi per le organizzazioni criminali di tutto il mondo. Forse il più redditizio, secondo alcuni esperti. Un giro d'affari che vale fino a 20 miliardi di dollari l'anno. Soldi che spesso e volentieri finanziano guerre civili e organizzazioni terroristiche. È il traffico illegale di animali, in un mondo dove non esiste specie che non sia mai stata commerciata per i motivi più vari: medicina tradizionale, consumo di carne, da esporre come ornamento o per farne un animale di compagnia. Animali vivi o morti.

Otto anni fa, i bracconieri hanno abbattuto 13 rinoceronti in Sudafrica. L'anno scorso 1'215. Un aumento del 9'346% (fonte: NMBE) (keystone)

E "Vivi o morti" è proprio il nome scelto dal Museo di storia naturale di Berna (NMBE) per un'esposizione che per la prima volta mette in mostra il materiale sequestrato alle dogane elvetiche negli ultimi anni. Tristi cimeli finora nascosti negli scantinati dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria che vengono mostrati al pubblico.

Un viaggio tra caimani incollati sul torace per eludere i controlli aeroportuali, pesci tropicali in sacchetti nascosti sotto il vestito, oggetti d'avorio e pelli di ogni  genere. Non solo cimeli, ma anche dimostrazioni di come operano gli spalloni 3.0.

I veri contrabbandieri, in Svizzera, sono però altri. Sono i turisti. Turisti che di ritorno dalle vacanze in paesi esotici, importano souvenir di ogni tipo, spesso senza nemmeno sapere che stanno infrangendo la legge.

"Alcuni oggetti di provenienza animale non si possono importare in Svizzera, mentre per altri serve una speciale autorizzazione", ci spiega Stefan T. Hertwig, direttore scientifico dell'esposizione. Per ottenerle, tuttavia, spesso serve molto più tempo di quello trascorso in vacanza. Come fare dunque per non incorrere in sanzioni? "Esiste un'app del WWF - aggiunge Hertwig - che chiarisce cosa si può e cosa non si può portare in Svizzera".

In Africa, un elefante viene ucciso ogni 24 minuti (keystone)

Svizzera, piattaforma del commercio legale

Gli organizzatori tengono a precisare: la Svizzera non è un crocevia del commercio illegale. Ma anche la Confederazione detiene un triste primato.

Dopo Singapore, la Svizzera è la seconda piazza mondiale per il commercio di pelli di rettile. La sola industria orologiera mette in vendita ogni anno circa un milioni di braccialetti nel mondo intero.

Il commercio legale, in certi casi, permette di salvaguardare le specie, ma esistono molte zone d’ombra. Per esempio le condizioni in cui vivono gli animali in certi allevamenti. 

Il ruolo della comunità internazionale

Per salvaguardare flora e fauna è stata istituita nel 1973 la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, il cui scopo è appunto regolamentare il commercio di piante e animali in pericolo di estinzione. Regole condivise da buona parte dei paesi, ma di difficile applicazione.

 

Per chi volesse saperne di più sul commercio illegale di animali e sulle modalità adottate dai contrabbandieri del terzo millennio, l’appuntamento è dunque a Berna. Ma fate in fretta, l’esposizione chiuderà i battenti a maggio.

Ludovico Camposampiero

 

Da sapere

L'importazione e l'esportazione dei seguenti souvenir sono assolutamente vietate o richiedono un'autorizzazione: avorio, diverse piante protette (ad es. cactus, orchidee), diversi tipi di legno (ad es. palissandro); tartaruga (strumenti musicali, maschere, ...); strombi giganti (Strombus gigas), tridacne; madrepore, coralli blu e coralli neri; pelli, prodotti in pelle (cinture, portachiavi...), pellicce (anche pezzi di piccole dimensioni) di specie protette, soprattutto rettili; più di 125 g di caviale a persona (non cumulabile); preparati zoologici (farfalle, serpenti, scorpioni imperatori, cavallucci marini, coccodrilli ecc.) di specie protette; denti, piume, ossa, peli e lana di specie protette.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV)

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