Voto elettronico in Svizzera: facciamo il punto (rsi)

E-voting a piccoli passi

L’obiettivo della Confederazione è di introdurlo in almeno i 2/3 dei Cantoni entro il 2019. Ma per ora solo in 6 ne usufruiscono

martedì 07/03/17 06:01 - ultimo aggiornamento: martedì 07/03/17 06:01

Lo scorso 12 febbraio, durante le ultime votazioni federali, sono stati 154'000 gli svizzeri -residenti o all’estero - che hanno potuto usufruire del voto elettronico.

Sono per ora solo 6 i cantoni che hanno avuto il via libera federale in materia di e-voting (keystone)

L'e-voting è inizialmente stato introdotto per soddisfare l’esigenza degli svizzeri all’estero, troppo spesso confrontati a ritardi nella consegna per corrispondenza delle schede di voto agli uffici elettorali comunali.

Ginevra come pioniera

Attualmente solo 6 cantoni hanno ottenuto il via libera della Confederazione, perché usano sistemi informatici sicuri di seconda generazione. In passato, è già accaduto che l'autorizzazione venisse negata a causa di lacune nella sicurezza. È il caso dei cantoni, fra cui i Grigioni, che facevano parte del cosiddetto consorzio "Vote électronique" e che avrebbero voluto utilizzarlo per le scorse elezioni federali del 2015.

Il voto elettronico in Svizzera, la situazione cantone per cantone (RSI/egovernment.ch)

  Il primo ad introdurre l’e-voting, 14 anni fa, fu Ginevra, che ha poi potenziato il suo sistema chiamato CHvote, facendone una piattaforma affidabile e interamente pubblica, che continua a fare proseliti. Lucerna, Berna e Basilea Città la utilizzano già da tempo e quest’anno alla lista si aggiungono anche Argovia e San Gallo.

Ginevra ha fatto da apripista per il voto elettronico in Svizzera (keystone)

Da marzo inoltre è prevista una collaborazione con Vaud, che vuole iniziare la fase di test. Un sistema che piace anche perché “punta tutto sulla trasparenza”, sostiene la Cancelleria cantonale.

Anche la Posta, con un proprio sistema, si è lanciata sulla strada del voto elettronico (keystone)

La novità degli ultimi mesi è invece il sistema sviluppato dalla Posta, in collaborazione con una società spagnola. Un sistema privato, quindi, che non ha mancato di sollevare critiche anche in Parlamento. È finora stato scelto da Friburgo e Neuchâtel, che lo hanno già inaugurato con successo.

Una sana concorrenza 

“Avere la scelta fra almeno 2 sistemi è la strategia della Confederazione e credo faccia bene alla concorrenza - spiega Claudia Pletscher, responsabile Innovazione e Sviluppo della Posta.

Claudia Pletscher, responsabile Innovazione e Sviluppo della Posta (La Posta)

  - Ora siamo in trattative anche con altri cantoni, ma non puntiamo al monopolio. C’è spazio per tutti in questo mercato.”

 

A Ginevra, intanto, quella del 12 febbraio è stata la 46esima operazione elettorale tramite e-voting. La progressione è continua. “Oltre il 65% degli elettori iscritti al voto elettronico ne ha usufruito. Si tratta di un record per noi”, dice il vice-cancelliere Christophe Genoud.

Limite del 30%

Per ora, i sistemi hanno potuto essere usati su una base di, al massimo, il 30% degli elettori. “Le soglie – di 30, 50 o 100% - sono decise dalla Confederazione e dipendono dallo sviluppo del sistema, che deve adempiere a determinati criteri - continua Genoud - Noi puntiamo ad ottenere il via libera per la totalità dell’elettorato entro le elezioni federali del 2019”.

 

Anche alla Posta si lavora in questo senso. Il responsabile dell’e-voting, Denis Morel, sostiene che il sistema è già ora pronto a raggiungere il 50% e presto anche il 100%. “Adempiamo ai più alti livelli di sicurezza richiesti. Siamo gli unici ad offrire la verificabilità individuale e la codifica end-to-end”.

 

Obiettivo elezioni federali del 2019

Nel 2013, in occasione del suo terzo rapporto sul tema, il Consiglio federale aveva comunicato di voler introdurre il voto elettronico in modo capillare su scala nazionale. Le pertinenti basi giuridiche erano quindi state adeguate alla nuova strategia e ai nuovi requisiti di sicurezza.

Entro il 2018, il Governo farà il punto sulla diffusione dell'e-voting in un nuovo rapporto (reuters)

Entro l’anno prossimo il Governo esaminerà e valuterà le esperienze degli ultimi anni in un nuovo rapporto. Se i risultati saranno positivi, l'e-voting potrebbe anche essere definito come canale di voto ordinario.

Nonostante i progressi, l’introduzione del voto elettronico in Svizzera avanza però lentamente e difficilmente sarà raggiunto l’obiettivo della Confederazione, che lo vorrebbe pronto per le elezioni federali del 2019 in due terzi dei cantoni. In 12 non hanno infatti ancora iniziato la fase di test e alcuni, come il Ticino, non hanno nemmeno adattato le basi legali necessarie per poter avviare le prove di voto.

Elisa Raggi

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