Gli esiti del secondo sondaggio SSR in vista delle votazioni del 24 settembre (keystone)

Previdenza, "sì" in discesa

Voto del 24 settembre: aumenta il sostegno alla sicurezza alimentare, incertezze sulla riforma 2020

mercoledì 13/09/17 06:02 - ultimo aggiornamento: mercoledì 13/09/17 13:57

L'innalzamento dell'IVA per finanziare l'AVS e la riforma della previdenza 2020 — se si fosse votato il 3 settembre — avrebbero avuto un destino incerto e sarebbero state accettate da una maggioranza risicata, mentre il decreto federale sulla sicurezza alimentare sarebbe stato largamente approvato. Sono i dati che emergono dal secondo sondaggio realizzato per la SSR in vista del voto del 24 settembre.

Decreto federale sulla sicurezza alimentare, il secondo sondaggio SSR (gsf.bern/SSR/px)

A favore del decreto federale sulla sicurezza alimentare si è pronunciato il 69% dei partecipanti al sondaggio, mentre nella Svizzera italiana tale quota sale al 70%, in netto aumento rispetto al precedente sondaggio. La formazione dell'opinione sui tre oggetti — sottolineano gli esperti — è più avanzata rispetto a quella della fine del mese precedente.
 

Un tema, due oggetti

L'attenzione, tuttavia, è concentrata sugli altri due temi, strettamente legati, perché in caso di rifiuto di uno, l'altro andrebbe a cadere. Si tratta della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 e l'incremento dell'imposta sul valore aggiunto (fino all'8,3% dal 2021) che servirà a cofinanziare l'AVS, entrambi oggetti per cui i favorevoli hanno un vantaggio risicato.

Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, il secondo sondaggio SSR (gsf.bern/SSR/px)

La riforma della previdenza continua a vedere i sostenitori (51%) in vantaggio sui contrari (45%), ma il margine si è ridotto rispetto al primo sondaggio a livello nazionale, mentre la Svizzera italiana presenta una tendenza opposta.

Aumento dell'IVA per finanziare l'AVS, il secondo sondaggio SSR (gsf.bern/SSR/px)

L'incremento dell'IVA ha pure visto diminuire i favorevoli (50%) e un'avanzata dei contrari (45%) in generale, ma anche in questo caso la Svizzera italiana si pone in netta controtendenza.

Sui due temi strettamente legati resta inoltre ancora confusione in parte dell'elettorato, con un 6% che intende sostenere solo il primo e un altro 6% a favore solo del secondo.

px/sf

TG 12:30 di mercoledì 13.09.2017  

 

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