Il professor Schmidhuber (archivio ©Tipress)

Dal Ticino la voce di Google

L'Istituto Dalle Molle ha realizzato una nuova generazione di interpreti per i comandi vocali

lunedì 26/10/15 10:39 - ultimo aggiornamento: lunedì 26/10/15 18:03

Le reti neuronali ricorrenti sviluppate dall’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA, affiliato a USI e SUPSI) sono alla base di un’importante innovazione tecnologica annunciata recentemente da Google e frutto di un progetto di ricerca del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica.                                                                                                                 

Si tratta di una nuova generazione di interpreti per comandi vocali, utilizzata dalle applicazioni Google (per la visione del Blog di Google cliccare qui) sia per iOS che per Android, molto più accurata della precedente, resistente ai rumori di fondo, più veloce e che richiede meno potenza di calcolo.

Alla base di questa evoluzione, le cui applicazioni saranno impiegate da miliardi di utenti migliorando drasticamente l’interazione “uomo-macchina”, vi sono le reti neuronali ricorrenti "Long Short-Term Memory (LSTM) sviluppate in Ticino dal professor Jürgen Schmidhuber della Facoltà di Scienze informatiche dell’USI, attivo all'IDSIA. Il modello, pubblicato in collaborazione con la Technische Universität München, permette alla macchina di imparare suoni e parole attraverso l’addestramento con milioni di esempi.

Red.MM/Swing

 

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