Construct PV, il fotovoltaico nei muri di casa — di Dario Lanfranconi

Il sole si fa parete

Construct-PV è un progetto europeo dimostrativo sul fotovoltaico integrato e da qualche giorno è arrivato a Trevano

venerdì 21/04/17 06:01 - ultimo aggiornamento: sabato 22/04/17 07:54

Catturare l’energia solare con una finestra. È una delle tante promesse dei sistemi fotovoltaici integrati negli edifici, noti ai più con l’acronimo BIPV (Building integrated photovoltaic). Se in passato infatti spesso architetti e ingegneri si sono lamentati della scarso potenziale “architettonico” dei moduli, oggi le carte in tavola sono cambiate. E a dimostrarlo ci pensa la SUPSI e in particolare l’Istituto di sostenibilità applicata all’ambiente costruito (ISAAC) che, come partner del progetto europeo Construct-PV, permette di toccare con mano la realtà dei moduli integrati negli edifici.

Sì perché il futuro di questa tecnologia energetica passa proprio dalla trasformazione dei pannelli da elementi “di troppo” da sistemare in qualche modo, a moduli utilizzabili nella progettazione delle superfici opache dell’involucro edilizio e personalizzabili a piacimento.

Il consorzio del progetto include partner di rilevanza internazionale leader nei settori dell’industria fotovoltaica e delle costruzioni, oltre che diversi istituti di ricerca e uno studio d’architettura. Viene prediletto un approccio integrato che coinvolge attivamente i diversi attori dell’intero processo, imprenditoria ed economia locali comprese.

Il dimostratore (mock-up) per i sistemi di facciata è stato realizzato dall’industria tedesca Züblin, coordinatrice del progetto, ed è diventato una struttura itinerante che conclude il suo viaggio proprio al campus di Trevano. Al contempo è pure in corso la sperimentazione in scala reale in due edifici dimostrativi reali ad Atene e Stoccarda.

Il dimostratore, oltre alla sua funzione architettonica, è un sistema stand-alone in cui l’energia prodotta dal sole è accumulata in batterie e alimenta dei dispositivi interni di illuminazione e informativi. Grazie al lavoro trasversale fra diversi team dell’ISAAC è previsto un rafforzamento futuro della valenza didattica della struttura, ma anche un utilizzo come “power station” del campus e l’avvio di attività di monitoraggio e ricerca.

Guarda il reportage con il responsabile del SUPSI Swiss BIPV centre Francesco Frontini e il ricercatore Pierluigi Bonomo. Ulteriori informazioni sul progetto sono invece consultabili cliccando qui.

Dario Lanfranconi

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