Palazzo delle Orsoline (Ti-Press)

Riforma su fisco e famiglie

Il Quotidiano svela alcuni dei contenuti del primo pacchetto fiscale e sociale approvato dal Consiglio di Stato mercoledì

mercoledì 13/09/17 19:02 - ultimo aggiornamento: mercoledì 13/09/17 21:08

Una riforma per sgravare imprese e persone fisiche e per aiutare le famiglie. E' l'obiettivo del primo pacchetto fiscale e sociale, approvato dal Consiglio di Stato mercoledì mattina, che dovrebbe essere presentato lunedì prossimo.

Per la parte fiscale si vuole agire a due livelli. Secondo indiscrezioni, per i proprietari di immobili e titoli la riforma prevede che dal prossimo anno l'aliquota dell'imposta sulla sostanza delle persone fisiche scenda dal 3,5 al 3 per mille. Per il 2020 è poi previsto un ulteriore abbassamento di 1/2 punto, cioè al 2,5 per mille. Con il Ticino agli ultimi posti nella classifica dei cantoni, l'attuale aliquota non è infatti più ritenuta concorrenziale a livello svizzero.

Altro cambiamento previsto è il computo dell'imposta sull'utile nell'imposta sul capitale. Uno sgravio per le aziende. In pratica quando l'imposta sull'utile è superiore a quella sul capitale, quest'ultima non viene prelevata. Complessivamente per il Cantone l'impatto della riforma sarà di 22 milioni di franchi all'anno.

Per la parte sociale sono contemplati aiuti per gli asili nido e altre strutture anche di carattere aziendale per oltre 10 milioni di franchi. Tra le misure compensative previste dal DSS l'introduzione dell'assegno parentale, una tantum, di 3'500 franchi per i nuovi nati, da erogare dopo le 14 settimane previste per la maternità. Una misura che dovrebbe costare 7 milioni di franchi.

Altra misura è il sostegno a quelle famiglie che hanno a carico le persone malate.  Il costo delle misure sociali, a carico delle aziende, sarà di poco meno di una ventina di milioni di franchi. Per finanziare le misure è previsto un maggiore prelievo dalla massa salariale. Ma per le imprese affiliate alla Cassa cantonale degli assegni familiari (la maggior parte delle aziende ticinesi) non vi sarà un aggravio, perché per i primi anni vi sarà una compensazione, grazie alla riserva di un'ottantina di milioni versati da datori di lavoro per gli assegni ordinari.

Quot/redMM

Il Quotidiano di mercoledì 13.09.2017  

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