"La mia porta sarà chiusa..." - di Alessandro Filippelli

Vita da clochard con cane

C’è una Roma che nega la Misericordia - "Mense e dormitori ci chiedono di lasciar fuori i nostri amici"

domenica 17/04/16 07:39 - ultimo aggiornamento: domenica 17/04/16 12:43

“Bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato”. Questa frase del vangelo dovrebbe risuonare ai quattro angoli della Città Eterna nell’Anno Santo della Misericordia. La realtà, però, è un’altra. Così a Roma, girando di notte, tra ponti, banchine, stazioni e parchi, si scopre un mondo sepolto, un mondo di "ultimi fra gli ultimi", testimoni diretti di storie che raccontano un'accoglienza negata, una Misericordia, appunto, vietata. Sono i clochard con cani al seguito, ognuno vittima del suo piccolo, grande, dramma.

"Abbiamo provato a bussare alla porta dei centri, delle mense, dei dormitori, ma la risposta è sempre la stessa: ‘Se volete un posto letto dovete lasciare i cani fuori’. ‘Se date via i cani noi voi aiutiamo’". A rivelarlo è Alessia, 39 anni, romana, trasteverina, in strada dall'eta di 18. Ha un cane che si chiama Briscola, mamma di otto cuccioli partoriti qualche giorno fa. Il suo micro mondo che ormai è casa è fatto di tre tende, sotto un ponte lungo il Tevere. Uno dei tanti micro mondi che si trovano negli angoli della città.

C’è però chi si ribella. Lo fa a colpi di croccantini e guinzagli colorati per i cani, cappotti, maglioni e coperte per i padroni. "Ci stiamo battendo perché i centri aprano anche ai clochard che hanno animali. Sono sempre di più, e a loro l'aiuto viene negato". Così Loredana Pronio, presidente dell'associazione animalista Feder F.I.D.A. che racconta di una battaglia silenziosa.  Loredana fa un'uscita notturna a settimana con i volontari, passando al setaccio Roma a caccia di clochard con animali al seguito. Li accoglie in una città che non li accoglie. Ed è la storia che vi raccontiamo.

Alessandro Filippelli

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