1 Giugno, 2012 - 08:23
scritto da paola.pinotti
È il 6 novembre 2010 quando in territorio italiano, a pochi chilometri dalla dogana di Stabio Gaggiolo, la Guardia di Finanza ferma una Ferrari d’epoca con targhe ticinesi. Alla guida c’è un ex militare italiano. L’ auto viene immediatamente sequestrata e lui accusato di contrabbando. Il motivo? I proprietari del veicolo, cittadini ticinesi, non gli avevano rilasciato un'autorizzazione scritta ”motivata”, una cosiddetta “delega”, per poter guidare quell’auto in Italia. Sono trascorsi due anni, e quella Ferrari è ancora sotto sequestro, il conducente rischia una multa fino a 80 mila euro, e i proprietari ticinesi di vedersela definitivamente confiscata e messa all’asta! Una vicenda raccontata per la prima volta a Patti chiari direttamente dai protagonisti. E non si tratta di un caso isolato, solo al valico del Gaggiolo sono circa un centinaio le auto che ogni anno vengono sequestrate dalle autorità italiane. E per i proprietari inizia un vero calvario che può durare anni, tra avvocati, burocrazia, tribunali. Vicende che stanno provocando qualche attrito tra le autorità italiane e svizzere e che sono arrivate fin sul tavolo del ministro italiano degli interni.
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