I Temi:
-MORIRE SUGLI SCI - di Riccardo Fanciola e Leonardo Colla
-IL TACCHINO...NEL PIATTO - Produzione Kassensturz / SF
Morire sugli sci di Riccardo Fanciola e Leonardo Colla
Si chiamava Mattia, aveva dieci anni. È caduto su una pista nera di Airolo ed è morto. Era il 15 gennaio. Tre giorni dopo si sono registrati altri due incidenti mortali, il primo a Lenzerheide, dove a perdere la vita è stato uno snowboarder di 27 anni, il secondo a Davos, vittima uno sciatore di 53 anni. Morti di cui si è parlato molto, in cui si è chiamata in causa la responsabilità personale di chi va sulle piste, ma anche la sicurezza di questi impianti. E per la prima volta a Patti chiari parla un testimone diretto dell’incidente di Airolo, e mette sotto una luce nuova un incidente che deve fare riflettere, indipendentemente dalle colpe, tutti noi. Ma cosa c’è dietro a queste morti. Fatalità? Inadeguatezza degli impianti? Errori?
È quanto Patti chiari ha voluto capire. Per questo una nostra troupe è andata sui luoghi di queste tragedie assieme a un esperto di sicurezza. Ma non solo. Visto che prevenire è sempre meglio che curare, Patti chiari ha sottoposto ad un test alcune delle stazioni sciistiche più battute dai ticinesi. Telecamera in spalla, assieme al nostro esperto, ci siamo presentati senza preavviso, come dei normali clienti, per controllarne la sicurezza. A tre anni dal primo test di Patti chiari sulle piste da sci quello che i nostri inviati hanno potuto vedere dimostra che non tutto va ancora per il verso giusto.
Il tacchino...nel piatto Produzione Kassensturz / SF
E’ una delle carni più apprezzate dagli svizzeri, ne consumiamo ogni anno tonnellate,
la richiesta è così grande che per soddisfarla importiamo il 90% della carne di tacchino
venduta in Svizzera. Ma sapete cosa mettete nel vostro piatto?
La stragrande maggioranza di carne di tacchino che acquistiamo in Svizzera
arriva dalla Germania. Basta attraversare la frontiera e le condizioni di allevamento
di questi animali, rispetto agli standard svizzeri, cambiano in maniera impressionante.
Un’inchiesta in Bassa Sassonia, la regione tedesca specializzata nell’allevamento di tacchini, dove i rivenditori svizzeri si riforniscono, squarcia il velo su una realtà scioccante: in Germania gli animali subiscono maltrattamenti inimmaginabili e vivono in condizioni che si apparentano alla tortura!
Ecco quello che dovete sapere quando mette nel vostro piatto un pezzo di tacchino che
arriva dall’unione europea.
commenti
scritto da Anonymous
Carne di tacchino
Dalla Germania non me lo sarei aspettato, per fortuna esiste l'informazione e la libertà di scelta.
Continuerò a fare e a promuovere acquisti locali e responsabili.
Grazie per l'informazione che fornite.
Mozzini Bellinzona