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Annuari-truffa - Andato in onda il 21/3/2008

Annuari-truffa - Andato in onda il 21/3/2008 (Inchiesta)

Centinaia di persone in Svizzera sono state inondate da richieste d’adesione ad annuari online, al primo colpo d'occhio facilmente confondibili con quello di Swisscom, ma che in realtà sono tutt'altro.
Nella Svizzera italiana, molte di loro si sono rivolte a Patti chiari.

Il servizio propone alcuni di questi casi e spiega come cercare di non cadere nella trappola.

Per vostra informazione, pubblichiamo la lettera che l’avvocato Amos Pagnamenta ci ha scritto durante la trasmissione.

Egregi signori,
mi riferisco al servizio andato in onda poco fa. In realtà è relativamente semplice evitare di pagare le fatture delle ditte che inviano formulari per iscrizioni "capestro" di varia natura.
In primo luogo, come da Voi indicato, è assente la volontà di essere parte al contratto. Questo rende lo stesso nullo ai sensi degli artt. 18 e segg. CO.
In secondo luogo, il contratto rappresenterebbe un "contratto di edizione" mediante il quale una parte si impegna a pagare e l'altra a pubblicare. Questo ultimo punto non avviene mai e quindi decade anche l'obbligo di pagare di chi ha sottoscritto. In altre parlo, se pago per vedere il mio nome pubblicato su un "registro" o "elenco delle imprese", loro sono tenuti a recapitarmelo. Quindi, alla prima richiesta di pagamento, basta rispondere "ok, ma voi mandatemi una copia del registro, sennò riterrò rescisso il contratto".
Nei diversi casi di cui mi sono occupato, queste argomentazioni sono bastate per far cessare ogni sollecito.
Distinti saluti,

avv. Amos Pagnamenta

I numerosi commenti sul sito e le telefonate ricevute hanno confermato quanto il problema sia diffuso. Speriamo quindi di esservi stati utili!

Caso correlato: 

commenti

PTV-Media Zurigo/ Pixel-in Biasca

Ho seguito attentamente la vostra trasmissione di venerdi durante la quale parlavate delle due ditte citate in oggetto.
La mia amica che ha un piccolo negozio di alimentari ha firmato anche lei il famoso formulario e purtroppo senza leggerlo. Quando ha ricevuto la fattura abbiamo cercato una scappatoia per annullare il contratto. Poichè sulle condizioni scritte in piccolino sul lato anteriore del contratto c'era scritto che si poteva disdire il contratto entro tre mesi dalla data d'inizio abbiamo inviato la disdetta tramite raccomandata alla ditta PTV di Zurigo (raccomandata non recapitata dalla posta per cambio indirizzo) con copia alla ditta Pixel-in.
La Pixel-in ci ha contattato telefonicamente e ci ha comunicato che il credito era stato ceduto a loro e che la disdetta non era valida perché il termine era di tre settimane come scritto nelle condizioni sul retro del contratto e che quello che c'era scritto davanti non era valido perché era un errore ortografico. Inoltre ci comunicava che si poteva eventualmente trovare un accordo e pagare solo un anno invece di due.
Con la scusa di essere assente per lavoro abbiamo preso tempo fino alla fine di aprile.
Vi chiedo cortesemente, se vi fosse possibile, indicarmi le decisioni che potremmo utilizzare nel caso di invio di un precetto o
eventualmente consigliarci a chi possiamo rivolgerci per avere un consiglio.