Carlito's Way

Carlito's way

Il film visto durante una torrida estate di tanti anni fa che ti ha cambiato la vita. La colonna sonora che ti aveva colpito e che hai regalato a un’amica (o a un amico) con cui poi è nato qualcosa.
Una serie di battute che sono diventate parte del tuo modo di raccontare il mondo. Un regista che ha saputo trasferire in immagini proprio quello che avresti voluto dire tu, ma non riuscivi a dire. O semplicemente un’inquadratura – romantica bellica fantascientifica meditabonda – che ti ha colpito al cuore e non ti ha più abbandonato.

Le vie della cinefilia sono infinite: nella maggior parte dei casi ci hanno portato a diventare assidui frequentatori di sale buie o a costruirci un home cinema. Ogni tanto invece sfociano in una professione che permette di respirare cinema, masticare cinema, trasudare cinema a tempo pieno. Come capita a Carlo Chatrian, direttore del Locarno Festival. Che però resta prima di tutto e soprattutto un appassionato, legato come molti di noi alle storie di luce della sua memoria, del suo vissuto emotivo, del suo percorso di crescita. E qui con grande generosità si presta a raccontarlo, in una carta bianca che corre avanti e indietro nel tempo, dall’attualità alla Storia del cinema, per condividere emozioni e suggerire visioni. "C’è una linea di confine dalla quale non si torna indietro: il punto di non ritorno”, dice Carlito-Pacino nel film di Brian De Palma. In questo caso rappresentata dal gusto della visione. E della condivisione.

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