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Per un’etica dell’emergenza

Con Maurizio Ferraris, di Antonio Ria

Geronimo filosofia
Martedì 29 novembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 03 dicembre alle 09:00

 

La necessità di riaffermare che il pensiero e i suoi significati nascono dalla realtà materiale e che quindi vengono dopo e non precedono gli eventi della realtà con cui interagiamo, nasce dal fatto che a lungo i filosofi ci raccontano, al contrario, che è l’uomo – con il linguaggio e il pensiero – che costruisce il mondo. A questa visione “filosofica” della realtà e dell’uomo reagisce Maurizio Ferraris (professore ordinario di Filosofia teoretica nell’Università di Torino) con un suo nuovo libro, “Emergenza, pubblicato da Einaudi, dai critici giudicato un “piccolo straordinario libro”. È un saggio composito, di approfondimento filosofico ed etico, ma con un occhio ben rivolto alla realtà quotidiana contemporanea, fatta anche di Web e di Rete, in cui sempre più veniamo “avvolti” e con cui ogni giorno (ogni momento?) dobbiamo fare i conti. Quindi, dal significato dell’emergenza per i filosofi, Maurizio Ferraris passa al suo significato nel linguaggio ordinario, alla vita concreta, anche se – ovviamente – c’è una continuità di fondo tra le due realtà. Come egli afferma: «La coscienza, il sapere, i valori e i filosofi sono pezzi di realtà, esattamente come l’elettricità, la fotosintesi e la digestione; ed emergono dalla realtà così come crescono i funghi. Così, tutto quello che veniamo a sapere sul mondo è storia. Non teoria. Il rischio della speculazione è che sia ardua e inconsistente». Per cui l’emergenza non è solo filosofica, è anche e soprattutto etica. Cioè: «per cambiare la realtà, è dalla realtà stessa che bisogna partire».

APPROFONDIMENTO BIBLIOGRAFICO

Per approfondire le tematiche trattate col filosofo Maurizio Ferraris, si consigliano altri tre suoi libri che sviluppano le intuizioni e le affermazione del suo nuovo saggio “Emergenza", edito da Einaudi, che è stato presentato in trasmissione.

Il primo si intitola “Anima e iPad, pubblicato da Guanda: affronta infatti il tema della tecnologia, che emerge in più tratti nell’intervista all’autore.

Poi il saggio “Mobilitazione totale, edito da Laterza nel 2015, sul rapporto tra web e società. In cui si evidenza il fatto che, al suo apparire il web e i nuovi media promettevano che avrebbero portato emancipazione, e tendenzialmente una riduzione del lavoro. Per quello che si è visto e sperimentato sinora, il web non è emancipazione ma mobilitazione.
Non si limita a fornire ai suoi utenti nuove possibilità informative ed espressive; ma diviene lo strumento di trasmissione di responsabilità e ordini finalizzati al compimento di azioni.

Infine ancora un libro di Maurizio Ferraris, appena pubblicato con il Mulino: si intitola “L’imbecillità è un cosa seria” e sviluppa il rapporto fra etica e politica.

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