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L’Italia longobarda tra storia e politica

di Claudio Visentin

Geronimo Storia
Lunedì 27 marzo 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 02 aprile 2017 alle 08:35

In replica lunedì 19 giugno 2017 alle 11:35

 

Nei secoli di disordine e decadenza seguiti alla caduta dell’Impero romano, l’Italia fu esposta alle invasioni di diversi popoli barbarici; tra questi i Longobardi, a partire dal 568 d.C. Dopo una prima fase inevitabilmente segnata dalla violenza dell’occupazione, i Longobardi si mescolarono sempre più agli altri abitanti della penisola e stabilirono relazioni stabili anche con la Chiesa romana. Il loro regno durò oltre due secoli, sino a quando furono sconfitti dal nascente potere dei Franchi di Carlo Magno, chiamati in Italia dal Papa.

Sappiamo molto poco dei Longobardi, per mancanza di fonti, eppure lungo tutto l’Ottocento e il Novecento gli storici hanno proposto interpretazioni spesso diametralmente opposte. Soprattutto i laici, durante il Risorgimento, accusarono il Papato di aver ostacolato l’unità del paese sotto i Longobardi, tanto che anche Alessandro Manzoni intervenne a difesa della Chiesa.

Negli ultimi anni una nuova generazione di storici, a cominciare dal nostro ospite Stefano Gasparri, ha cercato di liberare la storia longobarda da queste incrostazioni ideologiche e di rifondarla su più solide basi, attraverso lo studio dei documenti e gli scavi archeologici.

BIBLIOGRAFIA:

Stefano Gasparri, “Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato”, Laterza.

S. Gasparri e Cristina La Rocca, Tempi barbarici. L’Europa occidentale tra antichità e medioevo (300-900)”, Carocci.

Luciano e Niccolò Mazzucco, Guido Mori, “La Via degli Abati e del Volto Santo”, Terre di mezzo.

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