Jannis Kounellis (Courtesy Edelman Arts)

Jannis Kounellis

Un antichissimo modernista arcaico, di Vito Calabretta

Laser
Martedì 08 settembre alle 09:00
Replica alle 22:35

IN REPLICA VENERDÌ 17 FEBBRAIO ALLE 22:35

Rete Due ricorda Jannis Kounellis, maestro greco dell'arte povera, è morto all'età di 80 anni a Roma, sua città adottiva.

Jannis Kounellis è nato a Pireo, in grecia, il 23 marzo 1936.  È uno degli artisti più influenti e apprezzati dell’arte italiana degli ultimi decenni. Vive a Roma, dove si è trasferito dopo la metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, ma lavora anche in una tenuta al confine tra la Toscana e l’Umbria, dove vito Calabretta lo ha incontrato, in compagnia della moglie Michelle Coudray e di Damiano Urbani.

La sua carriera, ancora in piena attività, passa da interventi nei quali il quadro diventa il campo di azione di segni, lettere, numeri, che l’artista declamava cantando, all’uso di materiali primari o naturali (un pappagallo, il carbone, l’acciaio, alcuni indumenti come il cappotto, i sassi…).

Il suo lavoro è sempre relazionale: quando chiude una porta con dei sassi o quando immette in galleria una schiera di cavalli oppure, come è successo nell’estate del 2015 nella Pinacoteca di Brera a Milano, quando inserisce tra un quadro del Bramantino e un quadro di Vincenzo Foppa un appendi panni installato sopra una piccola torre di cerchi di acciaio, con sopra un cappotto e un cappello. Anche in questo caso, Kounellis propone il tema del viaggio, della interlocuzione e lo fa in modo autonomo, disposto a intraprendere il percorso da solo; l’incontro con gli altri e quindi con noi è possibile, non necessario.