Il golpe del 1973 in Cile

Le cassette del golpe

di Andrea Cocco

LASER
Venerdì 11 settembre alle 09:00
Replica alle 22:35

 

L'11 settembre del 1973 Juan Osses e Julio Soto si sono svegliati all'alba, hanno caricato tutte le armi a disposizione sulle auto e sono corsi, insieme a Salvador Allende, al palazzo presidenziale: la Moneda. Membri del GAP, la scorta personale del presidente cileno, Julio Soto e Juan Osses sanno maneggiare una pistola e sanno come si usa una mitragliatrice, ma quel giorno, insieme ad una quarantina di altri compagni, si trovano ad affrontare un intero esercito.

Quando i generali golpisti danno l'ordine di bombardare il palazzo con l'aviazione, Giusi Dante e Cesare Taviani si trovano a 600 chilometri di distanza. Si sono trasferiti in Cile 3 anni prima e l'11 settembre, nella loro casa a Curaninahue, si sono attaccati alla radio per provare a capire cosa stesse succedendo. Ancora oggi conservano le cassette registrate quel giorno. I nastri di una giornata che ha segnato per il Cile l'inizio di una lunga notte.

Julio Soto e Juan Osses sono tra i pochi sopravvissuti dell'attacco alla Moneda e la loro testimonianza è stata recentemente raccolta nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, nel corso del processo Condor, che tra le altre cose prova a far luce sulla sparizione dell'italo cileno Juan Montiglio, membro del GAP. In Cile hanno provato in tutti i modi a insabbiare la verità, spiega Julio Soto. "Si sa chi sono i responsabili, si conoscono il loro nomi, ma nessun militare ha mai pagato per i crimini della Moneda e per i nostri compagni assassinati".

Le cassette del golpe è stato realizzato grazie ai ricordi e ai nastri di Giusi Dante e Cesare Taviani, alle interviste con Juan Osses, Julio Soto e Luis Enriquez, alle registrazioni delle udienze del processo Condor, al lavoro della giornalista cilena Patricia Verdugo, autrice tra le altre opere di “Interferencia Secreta”, alla dettagliata ricostruzione offerta da Ignacio Vidaurrazaga in Martes once la primera resistencia, al materiale e al supporto di Jorge Ithurburu e dell'associazione 24 marzo, alle voci di Ornella Bellucci, Ciro Colonna, Carolina Di Monte, Marco Stefanelli, Marzia Coronati, Marcello Anselmo e Ilario Galati