16.03.2009 Piero Ottone durante la conferenza di premiazione del concorso ATG a Lugano - ©Ti-Press/Samuel Golay (TiPress)

Rete Due ricorda Piero Ottone

Cinque conversazioni tra Piero Ottone e Antonio Ferrari

In ricordo del giornalista Piero Ottone, spentosi domenica 16 aprile a 92 anni, tornano disponibili le cinque conversazioni tra l’inviato del Corriere e il suo ex Direttore.

 

Buongiorno Direttore
Antonio Ferrari intervista Piero Ottone

LASER
Da lunedì 12 a venerdì 16 dicembre 2005

C’è chi ha detto, ancora recentemente, che la storia del giornalismo italiano si divide in due periodi, quello “prima” e quello “dopo” Piero Ottone, tali e tanto profondi furono i cambiamenti che egli seppe portare inizialmente quando assunse la direzione del Secolo XIX di Genova e successivamente quando venne chiamato nel 72 a dirigere il Corriere della Sera. Piero Ottone si è spento a Camogli a 92 anni, davanti al suo mare, sabato.

Per farsi un’idea della filosofia di Ottone bastano probabilmente queste sue parole: «Quando si dirige un giornale bisogna rispettare tutte le opinioni, anche quelle insultanti nei nostri confronti. Ricordo che, appena nominato al "Corriere", misi in pagina la lettera che diceva: "Dopo Missiroli, Russo, dopo Russo Spadolini, dopo Spadolini Ottone. Al peggio non c’è fine". Oltretutto, la trovavo spiritosa».

Si, Piero Ottone, genovese, classe 1924 è stato una delle più prestigiose e coraggiose firme del giornalismo italiano. La sua è stata una carriera lunga che lo ha portato ad essere inviato in Inghilterra, in Germania e in Russia, per poi condurlo alla direzione del più prestigioso quotidiano italiano, in una stagione politica difficile che viene però ricordata come la Grande stagione del giornalismo italiano.

Nel 2005, da un’idea di Gianni Delli Ponti, Ottone accettò di ricordarla e raccontarla quella stagione, e di farlo ad un giornalista che ha avuto il privilegio di poterlo chiamare direttore sia al “Secolo” che al “Corriere”: Antonio Ferrari autorevole firma del quotidiano di via Solferino e voce nota al pubblico della RSI per averci raccontato nel corso degli anni il complesso e infinito conflitto mediorientale. Per cinque incontri dunque Ferrari pose domande al suo maestro, tra passato e presente, per capire quanto fosse ancora valida una frase che Ottone stesso scrisse molti anni fa: "Nessuno decide di fare il giornalista per migliorare l'umanità. Però un buon giornale la migliora".

 

 

 

 

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