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Le elezioni e la sondaggite

In un anno davvero ricco di elezioni importanti, specie se si vive in questo continente, il moltiplicarsi delle fonti di informazione ha permesso al virus della sondaggite di diffondersi senza controllo.

giovedì 20/04/17 12:25 - ultimo aggiornamento: giovedì 20/04/17 12:26

Dentro e fuori le cifre come Zio Paperone nuota tra le monete del suo deposito. È un po’ la situazione che stiamo vivendo in questi mesi di elezioni cruciali noi giornalisti e tutti gli addetti ai lavori - di cui un giorno sarà giusto anche dichiarare le generalità, ma per ora rifugiamoci nell’espressione generica e preconfezionata di addetti ai lavori.

Non passa giorno senza che uno dei duecento siti, portali o pagine social di informazione che consultiamo compulsivamente ci rendano noti i risultati di questo o quel sondaggio sulle presidenziali francesi (primo turno questa domenica). Indici di gradimento, analisi dei flussi di dati online e la conclusione, in molti casi, che, ehi!, potrebbero esserci delle sorprese. Perché nel frattempo, diamo almeno per buona questa, le posizioni in griglia di Macron, Le Pen, Fillon e Mélenchon si sono avvicinate, e quindi tutto è ancora possibile. Ne resteranno soltanto due, comunque. Cancellerie europee e mercati, nel frattempo, incrociano le dita e accendono ceri pregando che il 7 maggio non sia Le Pen contro Mélenchon.

Scottati dalle presidenziali americane, i sondaggisti ci vanno un po’ più cauti, e noi, che con coscienza ci aggiorniamo ogni giorno, facciamo lo slalom tra le barre degli istogrammi, surfiamo sulle curve dei grafici tipo californiani sulle onde del Pacifico e seguendo i consigli dietetici di Ufo Robot ci nutriamo di insalate di matematica,  riempiendoci la testa di 23%, 22.5%, 19% e variazioni dello zero virgola.

Perciò, se daremo i numeri, abbiate un po’ di comprensione.

E mentre pregustavamo un po’ di pausa dopo i primi di maggio, in attesa di farci un altro giro sulla giostra dei sondaggi in vista delle elezioni tedesche di settembre (ne sono già stati pubblicati a iosa), è arrivata la notizia delle elezioni anticipate nel Regno Unito.

Ingolosita dai sondaggi – ebbene sì, pure lei – che danno il suo partito Conservatore in netto vantaggio, a Downing Street una sciura di nome Theresa, che sogna per sé un futuro da Lady di Ferro 2.0, ha deciso di riportare tutti ai seggi l’8 giugno.

Per lo sconforto di Brenda, casalinga di Bristol (la clip è del Telegraph).

Ma Brenda, ne siamo certi, da brava elettrice si recherà alle urne per la terza volta in tre anni.

Siamo un po’ Brenda anche noi, che dovremo piluccare tra le intenzioni di voto dei britannici, ma in fondo dai, ci piace. È una sorta di divinazione su basi scientifiche. E poi i sondaggi elettorali sono come i caffè: un paio ti tengono su e sono pure un piacere. Troppi però rischiano di non farti dormire la notte.

AR

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