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Sòle al sole: il Fyre Festival

Questa primavera aveva fatto notizia il Fyre, un festival di superlusso organizzato nelle Bahamas da un rapper e il suo socio. Tanta fuffa e tutta truffa.

venerdì 07/07/17 12:06 - ultimo aggiornamento: venerdì 07/07/17 12:07

Per la serie sòle al sole, torniamo per un attimo a questa primavera, quando con grande strombazzamento e profusione di bellezze e bella gente, fu annunciato il Fyre Festival. Emily Rajtkowski, Bella Hadid e splendida compagnia furono assoldate per promuovere questa cosa bella. Su un atollo delle Bahamas doveva andare in scena la Woodstock di Richie Rich, l’Isola di Wight per soli belli-ricchi-e-famosi. Insomma, avrete capito che era una cosa davvero per gente bella.

In cartellone Major Lazer, Pusha T, Tyga, Blink 182. E che servizi! Altro che fango, salamella e birra un po’ sgasata! Altro che tenda da campeggiatore qualsiasi che se piove poi sono cavoli tuoi! Qui si parlava di tende cinque stelle, ville eco-compatibili vista mare, chef stellati a garantire il catering e pure i concierge!

Il tutto per cifre popolari: tra i 1'500 e i 10'000 franchi.

Che grande idea avevano avuto il già noto rapper Ja Rule e il suo socio Billy McFarland! Finalmente la meglio gioventù avrebbe avuto uno spazio tutto suo in cui rivendicare la propria splendida natura e a tempo di musica! Bastava salpare da Miami con gli yacht appositamente organizzati per approdare in questo paradiso ultrahollywoodiano.

Peccato che ad accogliere il risplendente pubblico, non ci fosse proprio quanto atteso. Le tende erano degli igloo – che ue’ neanche gli sfollati (voce tipo figlio del Dogui) – le ville un telo steso su quattro pali, gli chef tutto ciò che erano riusciti a preparare era pane e formaggio. I bagagli erano stati ammucchiati fra munnezza e materiale da costruzione e… Ah sì, dovevano esserci anche i concierge, giusto? Spariti, i telefoni staccati.

Beh, ma c’era la musica! Peccato che gli artisti ingaggiati non avessero visto un centesimo dei compensi pattuiti, tanto che i Blink 182 avevano deciso di non partecipare.

Niente, voli charter organizzati in fretta e furia per il rimpatrio dei fanciulli e nessun rimborso. Il regolamento non lo prevedeva. Ja Rule si era subito detto affranto per l’accaduto o il non accaduto. E vabbè. Ma che si sia trattato di truffa…? Uhmmm…

La pensano così le autorità, che hanno arrestato il 25enne McFarland con queste accuse. Era riuscito a scucire soldi a un gruppo di investitori promettendo un ritorno pazzesco dal festival, venduto come un’esperienza che cambierà la vita. E in effetti per il nostro Bill McFarland, la vita potrebbe davvero cambiare.

Seh, ar gabbio però!

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