Museo di Leventina

Con l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Ferretti

domenica 16/07/17 13:05
Casa Stanga a Giornico, sede del Museo di Leventina 1, Dialett in sacocia 16.07.17 Museo di Leventina, Dialett in sacacia 16.07.17

Proseguono le lezioni del corso estivo di Dialett in sacocia nei vari musei etnografici della Svizzera italiana. Questa settimana è la volta del Museo di Leventina che si trova a Giornico, nella prestigiosa Casa Stanga, edificio cinquecentesco che per secoli è stato un’abitazione e una locanda sul vecchio tracciato della Via Francigena. Sulla sua facciata si ritrovano gli stemmi delle famiglie di tutta Europa che vi hanno alloggiato.

Fra le sue possenti mura l’allieva Isabella Visetti e il maestro Nicola Feretti incontrano Diana Tenconi, curatrice del Museo di Leventina, e Riccardo Celio, giovane leventinese che scrive poesie nel dialetto “strensc” di Quinto.

L’oggetto su cui ruota la lezione di oggi è un elegante ombrellino bianco che risale alla Belle Époque e che utilizzavano le villeggianti della borghesia milanese che venivano a Faido alla ricerca dell’aria buona e dell’incanto alpino. Si riparavano dal sole per testimoniare con la loro pelle candida il loro ceto sociale e il tema dell’ombra, “ovi” nel dialetto di Quinto, ricorre anche nelle poesie di Riccardo Celio la cui prima raccolta si intitola proprio “L’om senza só”. Il tema del sole e dell’ombra, del versante solivo e di quello “ruèrz”, è ricorrente in Leventina ed è uno spunto anche per parlare di identità, uno dei filoni – assieme a quello della ritualità – su cui si concentra l’esposizione permanete del museo che pone al visitatore una doma da provocatoria “che cosa definisce l’identità leventinese?”. Il dialetto rimane uno degli elementi importanti.

Ospiti:
Diana Tenconi
e Riccardo Celio

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