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Sandro Beretta
(1926 - 1960)
Avevano un bel dire, che l’Aurelio aveva sbagliato tutto della vita; è così, quando si cerca di non vivere solo di se stessi e s’ha nelle vene sangue di gente che ha sempre tribolato...
Scrittore operaio, Sandro Beretta nasce a Leontica in Val di Blenio nel 1926, e muore molto giovane nel 1960. Dopo le scuole dell’obbligo e l’apprendistato di sarto, emigra a Zurigo, dove fa l’operaio in un’industria tessile e dove entra in contatto con gli ambienti dell’emigrazione italiana che definirà “la mia seconda scuola”. In effetti è a contatto con questi colleghi più politicizzati che scopre la letteratura e la sua forza. Una formazione da autodidatta che si innesta in un ambiente sociale e politico ben preciso descritto nei testi di Sandro Beretta. I primi sono degli anni ‘50. Ispirati alla vita della Valle di Blenio appaiono su “Il lavoratore”, giornale di cui diventa collaboratore fisso scrivendo cronache di viaggio, a metà strada tra il giornalismo e la letteratura, dal sud Italia, dal Ticino, dalla Svizzera interna. Cronache in cui è sempre udibile il richiamo alla necessità di una più ampia giustizia sociale. Questi racconti sono stati raccolti postumi dalla rivista “Cenobio” col titolo E’ nato in casa d’altri, Gesù. Non sono molti i materiali di questo autore reperibili negli archivi RTSI. Da segnalare comunque il lungo ritratto dedicatogli dal “Quotidiano” nel 1999 e la coproduzione di un film sulla sua vita (Oggi siamo tutti un po’ bene) diretto nel 1992 da Eric Bergkraut e presentato alle Giornate di Soletta. |
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