|
 |
|
Orlando Spreng
(1908 - 1950)
Corpo di bacco, ancora se ne dovevan vedere? Uno che vuol fare il soldato e che già il primo giorno si ribella alle misure e all’uniforme?
Nato a Cremona da padre bernese e madre italiana nel 1908, la vita di Orlando Spreng sembra scandita dalla date che hanno segnato tragicamente l'Europa nel Novecento. Proprio alla vigilia della prima guerra mondiale, nel 1914, l'autore lascia infatti l'Italia, per stabilirsi in Ticino con la famiglia. Dopo gli studi ginnasiali inizia a lavorare come funzionario postale dapprima a Mendrisio, poi a Berna e infine, dal 1944, a Lugano. Un’altra tragica vigilia, quella della seconda guerra mondiale, segna l’esordio letterario: il primo libro, e anche quello con cui Spreng ha ottenuto più riconoscimenti (a partire dal premio Schiller), La recluta Senzapace, viene infatti pubblicato nel 1939. Un libro in cui la vita militare durante la mobilitazione - tema dominante di tutta la sua produzione - è al centro dell’azione insieme alle disavventure di un ingenuo e impacciato ragazzone, Senzapace appunto. Nonostante la coincidenza con eventi così drammatici, la scrittura di Spreng è lieve, le situazione che descrive non riproducono mai conflitti, ma giocose e benevole prese in giro. Un mondo in cui domina l’umorismo, a volte riuscito, a volte meno. Orlando Spreng collabora anche alla Radio della Svizzera italiana. E a questa collaborazione si devono i materiali reperiti nell’archivio RSI. Dalla metà degli anni ’40 Spreng cura un suo “giornaletto” in cui propone trasposizioni della storia di Gulliver recitata da un gruppo di ragazzi, o picaresche avventure di Don Chisciotte. |
|
 |
|