Scrittori della Svizzera italiana

Acquarelli popolari 

Un viaggio letterario nella Svizzera italiana del Novecento  
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Pio Ortelli

(1910 - 1963)

La giovanile gagliardia gli permetteva di sprecare le forze: alzava il badile due volte nel tempo in cui Martino lo sollevava una...

Nato nel 1910 a Mendrisio,in una famiglia di modeste possibilità finanziarie, totalmente dedita al lavoro per salvarsi dalla povertà sempre incombente, Pio Ortelli arriva agli studi attraverso il sacrificio, vincendo difficoltà eminentemente materiali. Dopo gli studi liceali a Lugano, affida a tre città italiane la sua formazione universitaria, studia a Pavia - dove ha come compagno di studi Gianfranco Contini - a Firenze e a Roma; nella capitale italiana gli è conferita la laurea in lettere con una tesi sugli scrittori della Svizzera italiana. Di ritorno alla sua Mendrisio, s'impegna come docente di italiano, latino e storia nel locale Ginnasio, del quale diviene direttore. Attività della quale troviamo testimoninza in un documento radiofonico d'archivio del 1958 che ripropone il discorso che Ortelli tenne in occasione dell'inaugurazione della nuova sede dell'istituto. Dopo l'uscita di alcuni racconti di ambiente militare, la sua attività di autore di narrativa è segnata dal romanzo La cava della sabbia, pubblicato nel 1948, storia in parte autobiografica delle fatiche e dei tormenti di una famiglia ticinese che nei primi decenni del '900 vince la miseria con il lavoro instancabile e duro alla cava di sabbia di loro proprietà. Letterato illuminato, viaggiatore solitario e curioso, uomo di vivi e ampi interessi culturali Ortelli è stato, in veste di presidente e animatore del Circolo di cultura della sua città, un vero e proprio animatore culturale, ma portava dentro di sé un continuo tormento, "il tormento della sua generazione, delle stanchezze e degli inganni della povertà e soprattutto della fatica", come sostiene lo scrittore e storico Adriano Soldini in una edizione di Radioscuola a lui dedicata.

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