Vovka Ashkenazy

PrimoPiano Ashkenazy - Eleganza viennese, fascino francese ed edemonia tedesca

Sabato 25 aprile, ore 20:30, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano

SOLISTI

BORIS BELKIN VIOLINO

VOVKA ASHKENAZY PIANOFORTE

 

WOLFGANG AMADEUS MOZART 1756–1791
- Sonata KV 378 (1795)

FRANZ SCHUBERT 1797–1828
- Grand Duo per violino e pianoforte in la maggiore D 574 op. posth. 162 (1817)

CÉSAR FRANCK 1822-1890
- Sonata per violino e pianoforte in la maggiore (1886)

FERRUCCIO BUSONI 1866–1924
- Vierte ballettszene op. 33a (1892)

 

 

Lettera di Mozart da Vienna al padre (1781): «Se un pittore volesse dipingere il diavolo al naturale, potrebbe ispirarsi al suo aspetto […] ». Segue una descrizione impietosa: si tratta della sua allieva di pianoforte, la Signorina Josepha von Aurnhamer, alla quale Mozart dedica nello stesso anno le sei sonate (tra cui la KV 378) pour le Clavecin ou Pianoforte, avec l’accompagnement d’un Violon. Composte anche per dilettanti, questi brani cameristici – molto di moda all’epoca – esigono pure dal violinista un’avanzata ed esperta conoscenza del proprio strumento. Nuove, brillanti, ricche di eleganza e fascino anche “francese” le sonate attirano l’interesse del grande pubblico e sostengono mozart in ristrettezze finanziarie. Il giovane Schubert, profondamente influenzato da Mozart, ne scrive ben quattro tra il 1816 e 1817, pubblicate postume nel 1851 a Vienna. Tre delle quattro sonate, più contenute, sono conosciute come “Sonatine” (op. 137), mentre l’op. 162 in la maggiore viene denominata dall’editore “Duo”: già pervasa dalla sua inconfondibile sensibilità romantica, arricchita di un virtuosismo quasi “mondano”, questa sonata rimane accessibile ai dilettanti (quelli più esperti!), anche se il dialogo tra pianoforte e violino si fa più intenso e complesso. Quasi 70 anni più tardi il genere si è ulteriormente evoluto all’interno del grande repertorio classico: la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck, un capolavoro di architettura musicale, è una delle prime in forma ciclica, dove alcuni temi e motivi si ripresentano all’interno di movimenti diversi. Composta nel 1886, è stata eseguita in prima assoluta a Bruxelles dal grande violinista Eugène Ysaÿe, al quale è dedicata. Sono gli ultimi anni del compositore belga: il suo linguaggio, ormai maturo, s’inserisce nel movimento di rilancio della musica strumentale francese. L’egemonia della musica tedesca è invece ancora imperante in America nel 1891, quando il compositore e pianista italo-tedesco Ferruccio Busoni viene chiamato (ed acclamato) a Boston, dove insegna per un anno nel rinomato Conservatorio. Al collega pianista Carl Stasny dedica la sua Vierte Ballettszene per pianoforte, rielaborata nel 1913 a Berlino: ispirato dal virtuosismo brillante di Liszt, Busoni rende un travolgente omaggio all’eleganza viennese di Strauss.
Anna Ciocca-Rossi

 

Primo Piano Ashkenazy - Dal 2012 Primo Piano Ashkenazy propone – nella sede dell’Auditorio Stelio Molo RSI – concerti cameristici con artisti della grande famiglia Ashkenazy. Quest’anno i concerti avranno luogo sabato 25 aprile alle 20.30 e domenica 26 aprile alle 17.00. e vedranno sul palco nel primo appuntamento il rinomato violinista russo Boris Belkin accanto a Vovka Ashkenazy e nel secondo appuntamento la famiglia Ashkenazy al completo con Vladimir e Vovka al pianoforte e Dimitri al clarinetto.

 

Il concerto sarà in diretta sulle frequenze di Rete Due e in streaming radio

Per maggiori informazioni, scarica il libretto  

Seguici con