Cabaret Berlin

di Christian Gilardi

"Ciò di cui la Germania ha bisogno è una musica capace di esprimere verità più profonde sulla società umana. Aprite la finestra quando componete. Ricordate che il rumore della strada non è mero rumore, ma è prodotto dell’uomo. Scoprite la gente, la gente reale, scoprite la vita quotidiana della vostra arte, e allora forse verrete scoperti".

È la metà degli anni Venti quando Hanns Eisler – vera e propria variabile impazzita nella musica europea del primo Novecento – proferisce questa raccomandazione, che lungi dall’essere osservazione generica costituisce un’accorata esortazione a tutti i suoi colleghi compositori: apritevi al mondo!
E non lo fa in un luogo a caso, lui austriaco nato a Lipsia, ma lo fa a Berlino: l'epicentro musicale di quasi tutte le rivoluzioni tecniche e poetiche appena successive alla Prima guerra mondiale. Dodecafonia, tardoromanticismo, canzonetta, opera lirica, politonalita, cabaret, neoclassicismo, musica per film, sinfonismo, e canti operai sono solo alcuni dei generi (delle poetiche, degli stili) che in quegli anni si trovavano ad incrociarsi per le strade della capitale tedesca – che, per inciso, contava piu teatri di Parigi – spesso nella sovrapposizione dei ruoli autoriali: lo sperimentatore scriveva anche canzoni, il sinfonista colonne sonore, il dodecafonista rieditava musica barocca.

Sotto il titolo Cabaret Berlin i Concerti dell’Auditorio 2015 vogliono proprio restituire quest’incredibile molteplicità – di sguardi, di persone, di opere e di atteggiamenti – nel racconto di una capitale culturale di cent’anni fa, brulicante di così tante idee (anche opposte) che sarebbe difficile riassumerle in pochi aggettivi o sostantivi. L'invito e perciò quello di entrare in sala e riportare l’orologio musicale indietro di quasi un secolo, per rendersi pero presto conto di quanto quel passato prossimo risuoni oggi tremendamente attuale.

Scarica il libretto  

Seguici con