Poschner 3

Carta bianca a Markus Poschner - La quarta parete

Venerdì 23 gennaio, ore 20:30, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano

 

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA

DIRETTORE
MARKUS POSCHNER

SOLISTA
ALINA POGOSTKINA VIOLINO

 

KURT WEILL 1900–1950
- L’opera da tre soldi, suite per orchestra (1928)

SERGEJ PROKOF’EV 1891–1953
- Concerto per violino e orchestra n. 1 in re maggiore op. 19 (1917)

FRANZ JOSEPH HAYDN 1732–1809
- Sinfonia n. 103 in mi bemolle maggiore Hob. I:103 Col rullo di timpano (1795)

 

«Sia dunque che componiate, sia che recitiate, fate conto che lo spettatore non esista. Immaginate, sul limite del palcoscenico, un gran muro che vi separi dalla platea; recitate come se il sipario non si fosse alzato». Questa è la teoria della “quarta parete” nell’esposizione del celebre filosofo enciclopedista Denis Diderot, per cui si crea un muro immaginario a cancellare l’idea di rappresentazione e affermare quella di realtà: il pubblico deve assistere a momenti di vita autentica senza che gli artisti sulla scena ne siano consapevoli.
Un muro denso di significati, la quarta parete, che pochi decenni più tardi Bertolt Brecht e Kurt Weill si sarebbero però trovati ad abbattere con L’opera da tre soldi, dove attori e cantanti con parole, gesti o cartelli si rivolgono direttamente al pubblico, dichiarando la finzione in atto e rendendoli più partecipi alla messinscena. Rompere la quarta parete significava far pensare in modo critico a ciò che si stava guardando, e quella vicenda londinese ambientata tra la malavita e i mendicanti voleva proprio portare a riflettere sul cinismo del mondo aristocratico, sui suoi affari, sui suoi interessi, sui suoi intrighi. Un j’accuse che paradossalmente piacque proprio alle classi agiate della Berlino anni Venti e che lasciò immortali melodie a contrassegnare l’intero secolo, con rielaborazioni da Louis Armstrong a Ella Fitzgerald, da Frank Sinatra a Sting a Milva.
Nella musica strumentale la quarta parete è sempre esistita, perché non è possibile che un fagotto o un violino diano del tu alle persone sedute in platea. Si uniscono anzi per dare vita a una forma sonora in sé completa e universale, non legata alla contingenza dell’ascolto. Eppure se si dovesse cominciare una composizione con un breve ma incisivo rullo di tamburi – insolito stratagemma adottato da Joseph Haydn per la Sinfonia n. 103 – il dubbio potrebbe anche venire: non è che questa scelta musicale sia da intendersi come un richiamo rivolto principalmente agli ascoltatori, come a dire “state attenti, che adesso comincia l’opera”? Un’altra concessione alla presenza del pubblico è data dal virtuosismo strumentale. Dal fatto, cioè, che in determinate opere il senso della direzione musicale e la sua drammaturgia vengano frastagliati – se non addirittura interrotti – per un preciso obiettivo: consentire al solista di mostrare tutte le sue migliori doti al pubblico seduto davanti a lui. Una tradizione – quasi un antropologico tic esibizionistico – che dura da quando esiste la musica, e che anche nello scorso secolo delle rivoluzioni estetiche ha mantenuto intatto il proprio fascino.
Prova ne sia il Concerto n. 1 per violino di Sergej Prokof’ev, dove peraltro lo sfoggio virtuosistico non si trova agli estremi ma nel frenetico Presto centrale, incoronato da due movimenti spesi in atmosfere puramente liriche.
Zeno Gabaglio

 

Carta bianca è un progetto che dal 2012 incontra grande interesse tra il pubblico: ad un artista di vasta esperienza viene infatti offerta l’occasione privilegiata di esibirsi ed esprimersi liberamente, sia proponendo una serie di programmi a lui congeniale, sia sviluppando una lettura personale delle opere prescelte. Dopo il pianista-direttore Alexander Lonquich (nel 2012) e dopo il ciclo verdiano con Nello Santi (nel 2013) sarà il direttore tedesco Markus Poschner a presentarsi con ruoli e repertori diversi: i tre concerti avranno luogo il 23 gennaio, il 27 febbraio e il 27 marzo. Una Carta bianca di particolare interesse poiché dal 2015-2016 Markus Poschner affiancherà l’Orchestra della Svizzera italiana nel ruolo di Direttore principale.
 

Il concerto sarà in diretta sulle frequenze di Rete Due, in streaming radio e in video streaming alla pagina rsi.ch/live-streaming/cultura/

Per maggiori informazioni, scarica il libretto  

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