Poschner 1

Carta bianca a Markus Poschner - Musica per il popolo

Venerdì 27 marzo, ore 20:30, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano

 

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA

DIRETTORE
MARKUS POSCHNER

SOLISTA
CRISTINA ZAVALLONI VOCE

 

FRANZ JOSEPH HAYDN 1732–1809
- Sinfonia n. 104 in re maggiore Hob. I: 104 Salomon (1795)

KURT WEILL 1900–1950
- Songs per voce e orchestra intercalate a improvvisazioni



«La musica non è più per pochi. I musicisti di oggi hanno fatto propria questa frase. La loro musica è di conseguenza più semplice, chiara e trasparente».
Chissà se nella Berlino del 1928 – al momento di esprimere quest’osservazione, piuttosto insolita per un autore dell’ambito classico – Kurt Weill avrebbe mai immaginato che le sue melodie sarebbero diventate sorprendenti successi commerciali e imprescindibili standard per il jazz, una delle “musiche colte” meno europee di tutto il Novecento. O ancora che il 5 luglio 1968, al colmo della summer of love californiana, un’icona pop come Jim Morrison avrebbe intonato nel tripudio dell’Hollywood Bowl l’Alabama Song dal Mahagonny Songspiel, una delle prime canzoni nate dalla collaborazione Brecht-Weill. Con ogni probabilità non era questo cui mirava Weill, soprattutto in quell’inizio engagé di carriera che lo vide unirsi al grande drammaturgo di Augsburg. Non mirava certo all’isteria collettiva del rock’n’roll, e nemmeno al successo cover di certe sue melodie scorporate dai teatri musicali che le avevano generate. mirava a tutt’altro: al compimento di una rivoluzione in seno alla musica accademica, alla sua riconquista del potenziale popolare e comunicativo, dopo anni di sperimentazioni sempre più ardite. «Una volta ottenuto ciò che avevano immaginato nei loro sogni più sfrenati, i musicisti hanno ricominciato da zero». I compositori dovevano perciò tornare a parlare del e al popolo, dovevano riuscire a superare la frattura tra musica classica e società moderna. Una frattura simile – ma anche diversa – a quella che aveva ricomposto circa 130 anni prima Franz Joseph Haydn, portando il genere strumentale della sinfonia a un valore e a una diffusione di tipo popolare. Non però sottraendolo alle esoteriche sperimentazioni dei suoi colleghi, ma affermandone l’autosufficienza sociale, culturale ed economica. La sinfonia, infatti, era nata e si era sviluppata sostanzialmente nelle corti nobiliari, le sole a disporre di compositori e orchestre dediti alla musica strumentale.
E la necessità di ogni nuova sinfonia era perciò decretata dalla volontà del sovrano di turno, non dalle scelte artistiche del compositore o dal gusto del pubblico.
Le cose cominciarono a cambiare con l’arrivo a Londra di Johann Peter Salomon, audace impresario di spettacoli musicali. Fu lui che portò a due riprese Haydn Oltremanica, offrendogli il primo pubblico borghese di tutta la storia della musica. Amanti della sinfonia che acclamavano le sue nuove composizioni decretandone al tempo stesso il successo artistico e quello commerciale. Apoteosi che si venne a toccare con l’ultima sinfonia, la 104, non a caso soprannominata “Londra”.
Zeno Gabaglio

 

Carta bianca è un progetto che dal 2012 incontra grande interesse tra il pubblico: ad un artista di vasta esperienza viene infatti offerta l’occasione privilegiata di esibirsi ed esprimersi liberamente, sia proponendo una serie di programmi a lui congeniale, sia sviluppando una lettura personale delle opere prescelte. Dopo il pianista-direttore Alexander Lonquich (nel 2012) e dopo il ciclo verdiano con Nello Santi (nel 2013) sarà il direttore tedesco Markus Poschner a presentarsi con ruoli e repertori diversi: i tre concerti avranno luogo il 23 gennaio, il 27 febbraio e il 27 marzo. Una Carta bianca di particolare interesse poiché dal 2015-2016 Markus Poschner affiancherà l’Orchestra della Svizzera italiana nel ruolo di Direttore principale.

 

Il concerto sarà in diretta sulle frequenze di Rete Due, in streaming radio e in video streaming alla pagina rsi.ch/live-streaming/cultura/

Per maggiori informazioni, scarica il libretto  

 

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