Poschner 1

Carta bianca a Markus Poschner - Sinfonie, titoli e bugie bianche

Venerdì 27 febbraio, ore 20:30, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano

 

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA

DIRETTORE
MARKUS POSCHNER

SOLISTA
ROBERTO COMINATI PIANOFORTE

 

FRANZ JOSEPH HAYDN 1732–1809
- Sinfonia n. 59 in la maggiore Hob. I: 59 Sinfonia del fuoco (1769)

BÉLA BARTÓK 1881–1945
- Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 Sz 119 (1945)

KURT WEILL 1900-1950
- Sinfonia n. 2 (1934)



La Sinfonia n. 59 in la maggiore di Joseph Haydn appartiene a quella categoria di composizioni che ad un certo punto della loro esistenza si sono viste appiccicare un titolo a prescindere dalle intenzioni e malgrado il parere del compositore (il titolo della sonata per pianoforte “Al chiaro di luna” di Beethoven avrebbe fatto inorridire il suo accigliato compositore). Spesso i titoli erano scelti dagli editori, non meno interessati alla nobile arte di cui erano promotori che alla prosperità delle proprie casse. Diverso è il caso della Sinfonia Feuer il cui titolo non originò da interessi finanziari, bensì dal lavoro teatrale Der Feuersbrunst di Gustav Friedrich Wilhelm Großmann, per la cui rappresentazione ad Eszterháza alcune parti furono usate come musiche di scena. A chi decise l’accostamento non dovette sfuggire la qualità veemente ed appassionata della musica di Haydn, enfatizzata dall’uso fragoroso dei corni nei due movimenti estremi. Un’analoga commistione di rigore formale e di libertà espressiva si trova nel Concerto per pianoforte ed orchestra n. 3 di Béla Bartók, ultima e, seppure di poco, incompiuta fatica artistica del compositore ungherese (morì a New York nel 1945 senza riuscire a strumentare le ultime quindici misure). Contrariamente ai primi due concerti, segnati da una qualità percussiva che li avvicina sorprendentemente allo Stravinskij dei grandi balletti russi, qui è un rigoroso equilibrio formale a fornire la tinta dominante. Incastonati all’interno dei tre canonici movimenti si ritrovano gli ingredienti della maturazione artistica di Bartók: un iniziale tema popolare ungherese, un corale ad apertura dell’Adagio centrale, un fugato nell’Allegro vivace, tra armonie tonali, vagheggiamenti modali e bizzarrie ritmiche.
Nel 1933 Kurt Weill, fuggendo da Berlino a causa delle leggi razziali portava con sé le bozze della Sinfonia n. 2. La prima esecuzione pubblica avrebbe avuto luogo nell’ottobre del 1934 al Concertgebouw di Amsterdam sotto la guida di Bruno Walter. Walter aveva insistito affinché Weill desse dei titoli descrittivi ai movimenti della sinfonia, richieste alle quali il compositore aveva opposto un netto rifiuto: si trattava di un lavoro «concepito come una forma puramente musicale».
Ciò malgrado, in occasione delle due esecuzioni di New York nel dicembre dello stesso anno Walter le avrebbe imposto il titolo Tre Scene Notturne.
Ma cosa ha di notturno questa musica? Probabilmente nulla. Nella Sinfonia n. 2 riecheggiano piuttosto i temi falsamente ingenui e piuttosto caricaturali che qualificano i personaggi Brechtiani ai quali Weill aveva dato voce solo pochi anni prima.
Massimo Zicari

 

Carta bianca è un progetto che dal 2012 incontra grande interesse tra il pubblico: ad un artista di vasta esperienza viene infatti offerta l’occasione privilegiata di esibirsi ed esprimersi liberamente, sia proponendo una serie di programmi a lui congeniale, sia sviluppando una lettura personale delle opere prescelte. Dopo il pianista-direttore Alexander Lonquich (nel 2012) e dopo il ciclo verdiano con Nello Santi (nel 2013) sarà il direttore tedesco Markus Poschner a presentarsi con ruoli e repertori diversi: i tre concerti avranno luogo il 23 gennaio, il 27 febbraio e il 27 marzo. Una Carta bianca di particolare interesse poiché dal 2015-2016 Markus Poschner affiancherà l’Orchestra della Svizzera italiana nel ruolo di Direttore principale.

 

Il concerto sarà in diretta sulle frequenze di Rete Due, in streaming radio e in video streaming alla pagina rsi.ch/live-streaming/cultura/

Per maggiori informazioni, scarica il libretto  

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