Brunello

Mario Brunello in Residence - Dalle parti dell'essenza

Domenica 8 febbraio, ore 20:30, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano

 

Recital

SOLISTA
MARIO BRUNELLO VIOLONCELLO

GEORGE CRUMB 1929*
- Sonata per violoncello solo (1955)

JOHANN SEBASTIAN BACH 1685–1750
- Suite n. 5 in do minore BWV 1011

JOHANN SEBASTIAN BACH 1685–1750
- Suite n.1 in sol maggiore BWV 1007

MIECZYSŁAW WEINBERG 1919–1996
- Sonata n. 1 per violoncello op. 72 (1960)

 


«Avevo appena chiuso una collaborazione come critico di musica pop per un quotidiano di Montréal, The Gazette, un lavoro che mi aveva riempito la testa di musica, di gran parte della quale avrei fatto volentieri a meno. I brani della Top 40 avevano indugiato più a lungo del dovuto nella mia corteccia uditiva, e gli strati della mia cultura musicale non-rock si erano assottigliati. Desideravo ancora che la musica occupasse un ruolo centrale nella mia vita, ma in modo diverso. Le Suites per violoncello mi avrebbero offerto una via d’uscita».
Un’esperienza decisiva – questa testimoniata dal critico, scrittore e documentarista Eric Siblin – che è iniziata con un incontro quasi casuale per le strade di Toronto e che lo ha portato a conoscere, amare e studiare le Sei suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach come pochi altri. Tanto che il suo libro ad esse dedicato costituisce la più interessante pubblicazione sul tema degli ultimi due decenni, e certamente risiede tra quelle più anticonvenzionalmente accorate di tutti i tempi. Ma al di là dell’esperienza particolare, il caso di Eric Siblin si offre soprattutto come affascinante paradigma generale. Cioè come esempio di un amore viscerale e apparentemente impossibile che nasce dal rifiuto dell’insensata routine quotidiana. Quelle abitudini – siano esse musicali, professionali, umane o sociali – che nell’affastellarsi l’una addosso all’altra ci impediscono di vivere momenti veri, esperienze fondanti, istanti in cui l’esistenza non sembra scorrere ma semplicemente essere. Solo così si può spiegare l’amore per delle opere insensate come le Suites di Bach. Insensate già nel momento della loro composizione, perché al violoncello nessun autore aveva mai prestato attenzioni superiori a quelle necessarie per la stesura di un basso continuo. Insensate perché se veramente avessero avuto una pura funzione didattica (come da ricostruzione a posteriori) non si giustifica il magistero tecnico, lirico e contrappuntistico con cui l’autore le ha rivestite. E nemmeno si spiega l’oblio in cui son cadute per quasi due secoli, finché Pablo Casals le ebbe a riscoprire in un robivecchi del porto di Barcellona. Oggi poi, in un mondo sonoro e visuale che può offrire molti e molto più sorprendenti stimoli, si fa davvero fatica a capire quale interesse possa avere l’ascolto di sei simili opere per uno strumento solo, per di più dalla voce baritonale e dalle scarse facoltà armoniche. Lo si può forse spiegare solo tornando allo shock del postmoderno, alla frenesia della vita che non ci lascia tregua. Perché avvicinare le Suites vuol dire mollare tutto per un po’ e andare a farsi un viaggio dalle parti dell’essenza.
Zeno Gabaglio

 

Mario Brunello in Residence - Dopo il residence di Azio Corghi nel 2012 e di Fazıl Say nel 2014, la stagione 2015 dei Concerti dell’Auditorio ripropone questa iniziativa di successo: al violoncellista italiano Mario Brunello, presente per più giorni consecutivi a Lugano, sarà offerta la possibilità di farsi conoscere al nostro pubblico producendosi in alcuni dei più significativi ambiti musicali che caratterizzano il suo percorso di artista. Mario Brunello ha un repertorio molto vasto, che spazia dalla musica barocca e Bach (di cui ha inciso tra il 1993 e il 1994 le sei Suites per violoncello solo BWV 1007 – 1012) alla musica contemporanea e ad incursioni nel jazz. A Lugano il pubblico lo potrà ascoltare il 1. febbraio in duo con Uri Caine, in un programma che alterna opere di J. S. Bach a composizioni ed improvvisazioni del compositore e pianista jazz statunitense. Questo concerto sarà proposto in co-produzione con la stagione “Tra Jazz e nuove musiche” di Rete Due. Il 6 febbraio si potrà ascoltare Mario Brunello in un concerto sinfonico con l’Orchestra della Svizzera italiana dove – oltre ad interpretare il Concerto per violoncello di Schumann – dirigerà Verklärte Nacht di Schönberg. Infine l’8 febbraio si esibirà in recital interpretando alcune Suites per violoncello solo di J. S. Bach.
 

Il concerto sarà in diretta sulle frequenze di Rete Due, in streaming radio e in video streaming alla pagina rsi.ch/live-streaming/cultura/

Per maggiori informazioni, scarica il libretto  

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