Elogio della Follia

Elogio della Follia

Un singolare e significativo kairós vede coincidere nel 2016 il centenario della morte di due padri della modernità, Cervantes (1547-1616) e Shakespeare (1564-1616) e il centenario della prima edizione, a Ferrara, dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Da Orlando ad Amleto, a Don Chisciotte, la follia è limite e orizzonte, condizione e mito fondativo del moderno. In quell’abbraccio tra malinconia e creazione artistica e letteraria magistralmente illustrato da Jean Starobinski in “L’inchiostro della malinconia” (Einaudi).

In omaggio, RSI Rete Due e l’Istituto di Studi italiani organizzano un ciclo di sette incontri, dedicati alla tradizione letteraria e artistica della follia. Eponimo Erasmo, con il suo Elogio della follia, 1506. A snodo, fra Cinquecento e Novecento, fra modernità e contemporaneità, la tradizione musicale: «follia», antica danza, sarabanda, melodramma…

Da Erasmo (Carlo Ossola) ad Ariosto (Lina Bolzoni), al Tasso (Giacomo Jori) e, attraverso la musica (Carlo Piccardi), da Dino Campana (Gianni Turchetta) ad Amelia Rosselli (Antonella Anedda), sino ad Alda Merini (Fabio Pusterla), si leggeranno quegli autori italiani ed europei che hanno attraversato il tempo:

«Che il tempo miserabile consumi me e tutte le mie tristezze
che la tristezza sia il panforte delle giornate, che la
noia cada nel vuoto questo non è che un grattacielo
»

per trarne, anche nell’ora più cupa, «ponti inavvertiti», come scrive ancora Amelia Rosselli:

«Fosse stato più facile spartirti,
nella quiete impazzita o pomeridiana…

ed ora costruisco ponti inavvertiti
le mie pantofole trattenute nell’armadio
gli altri che m’inflatano
quella luna così cara
scansarsi inequivocabilmente!

La luna-boom, il mio danaro…»