L'arrivo all'aeroporto di Tel Aviv (Ti-Press)

Beer Sheva, torrida dentro e fuori

In viaggio con il Lugano verso il match di Europa League

mercoledì 13/09/17 19:52 - ultimo aggiornamento: giovedì 21/09/17 16:57

Dall'inviato a Beer Sheva Marcello Ierace

Caldo. È un caldo di quelli opprimenti, quello che ti invade al momento di scendere dall’aereo. Caldo a Tel Aviv e caldo, uguale e anche peggio, a Beer Sheva. Trentacinque gradi abbondanti per tutto il giorno e sembra proprio che giovedì sera, anche se la partita si giocherà alle locali 22h05, la situazione non cambierà di molto. E poi pensi al freddo che farà a Bucarest in dicembre e ti rendi conto che - in questo senso - il sorteggio di Monte Carlo non è proprio stato granché benevolo col Lugano.

La giornata dei bianconeri - e di tutto il seguito, noi compresi - è iniziata con una levataccia. Perché, anche se l’aereo è alle 10h30, la trafila per imbarcarsi non è di quelle consuete. Perché Israele, inutile girarci intorno, non è una meta come le altre e il colloquio personale con un addetto alla sicurezza, ad uno ad uno, prima del check-in a Malpensa te lo fa capire fin da subito. Domande a raffica, telefoni controllati, sguardi che scrutano e indagano, la fila che si allunga.

Poi c’è Israele, terra promessa per alcuni, semplice luogo dove si gioca una partita di pallone per noi. Punti di vista. Ad un’ora abbondante di autobus da Tel Aviv c’è Beer Sheva, letteralmente la città dei sette pozzi, incastonata tra la Cisgiordania e la striscia di Gaza e affacciata sul deserto del Negev. Non proprio meta turistica dal grande fascino, insomma, anche perché oltre alla sabbia c'è anche tanto cemento.  E il nuovissimo stadio dell’Hapoel, il Turner Stadium, gioiellino da 16'000 posti inaugurato due anni fa, è perfettamente simbolo della città: struttura ad alto tasso tecnologico con vista sul nulla, sullo sconfinato Negev. Ma dentro, ci garantisce Walter Samuel, che lo scorso anno ha vissuto una serata da incubo con l’Inter, si scatena una bolgia. Caldo, a rendere ancor più rovente il già torrido clima. E anche con questo, i giocatori del Lugano, dovranno fare i conti.

 

 

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