"Chiasso per me è un'opportunità" (Ti-Press)

Testa e gambe, ma niente tiki-taka

La filosofia di Guillermo Abascal, nuovo allenatore del Chiasso

lunedì 19/06/17 15:24 - ultimo aggiornamento: martedì 20/06/17 13:46

Di Marcello Ierace

È cresciuto respirando l'aria del calcio sivigliano e, prima ancora, di quello catalano sponda Barça. Ma non parlategli di tiki-taka... "Non è una parola che mi piace tanto - ammette Guillermo Abascal, nuovo, giovanissimo tecnico del Chiasso - Questa cosa del passaggio di qua, di là non mi fa impazzire... La mia idea di calcio è diversa. Per prima cosa c'è la difesa, che dev'essere organizzata, e poi l'intensità, la velocità. Non ho un modulo preferito, la mia squadra si deve adattare agli uomini che ho a disposizione. Ma non sono certamente un difensivista, sia chiaro".

"Prima si pensa e poi si gioca, non si può giocare senza pensare"

Guillermo Abascal

A parte la giovane età, 28 anni, fa comunque una certa impressione il salto che Abascal ha fatto: da uno dei club più blasonati d'Europa, dove è considerato tra i tecnici più promettenti, ad una piccola realtà come quella di Chiasso. "Per me è un'opportunità - risponde il diretto interessato - La Spagna esporta tantissimi allenatori anche perché da noi non è facile fare esperienza nelle leghe professionistiche quando si è così giovani. Qui so che potrò lavorare bene, portando la nostra metodologia di lavoro che è un po' differente da quella che generalmente viene utilizzata in Svizzera".

Abascal è uno che fa i compiti, ha studiato per filo e per segno il campionato svizzero, ed è anche un allenatore dalla forte componente empatica. A confermarlo c'è anche un video dove dà sfoggio di grandi capacità motivazionali e che ha avuto anche un discreto successo su YouTube... "Per me la mentalità rappresenta il 40%, poi il restante 60% arriva dal lavoro quotidiano - conferma Abascal - Noi abbiamo bisogno che il giocatore pensi innanzitutto: se il giocatore non pensa, non capisce cosa sta succedendo in campo. Non conta quanto sia alto o quanto sia veloce questo giocatore, la prima cosa è sempre pensare. E il pensare richiede un allenamento ancora più intenso di quello fisico".

 

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