Festeggiamenti dopo un gol (Keystone)

La Svizzera guarda al futuro con ottimismo

Bilancio tutto sommato positivo per la Nazionale rossocrociata

venerdì 19/05/17 15:38 - ultimo aggiornamento: sabato 20/05/17 12:44

Dall'inviato a Parigi Luca Pedroni

Alla vigilia di Svizzera-Svezia avevamo scritto che la Nazionale avrebbe dovuto giocare con coraggio e superare se stessa per ripetere il cammino di Stoccolma 2013. Quasi 48 ore dopo, il Mondiale dei rossocrociati è ormai in archivio, con la parola fine scritta dal game winning goal di Nylander e dalla decisione affrettata dell'arbitro canadese Iverson. 

La selezione di Fischer, accolta con qualche dubbio, ha dimostrato sul ghiaccio di poter competere con chiunque. Chiudere secondi il girone dopo aver battuto Canada e Repubblica Ceca e uscire ai quarti dopo una sfida contro la Svezia dove si è riusciti a giocare alla pari per almeno 40 minuti è indice della bontà della squadra. 

Un gruppo che ha visto in Praplan, Herzog e Genoni le migliori scoperte a questi livelli, ma che ha anche dimostrato di essere forte collettivamente, con i rincalzi capaci di fare immediatamente la differenza quando sono stati chiamati in causa. 

Il merito è dell'ottimo livello della National League, ma anche di un allenatore che al suo secondo Mondiale da capo ha dimostrato di essere cresciuto. Fischer ha infatti diretto i suoi uomini con una linea chiara, non ha esitato ad intervenire durante le partite e non da ultimo non si è fatto problemi ad escludere gente come Malgin e Brunner quando lo ha ritenuto necessario.  

Dopo la sciagurata decisione di mettere Hanlon alla guida della nostra rappresentativa, la Federazione è riuscita a correggere il tiro con l'ex allenatore del Lugano. Una scelta discutibile allora e giustamente discussa, ma che ha ridato un'identità e un sogno alla squadra. Lo sport vive di forza di volontà e di emozioni, proprio quelle che la Nazionale svizzera ha dimostrato di avere e che ci fanno ben sperare per il futuro.

 

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