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Avete detto design?

Se un designer non può cambiare il mondo, può renderlo non solo più bello ma anche un po’ più giusto. E più interessante.

Avete detto design?

Credits: Claudia Quadri, Gioele Di Stefano e Paride Dedini

L’oggetto di design che preferisce è la lampada Falkland di Bruno Munari. Il suo materiale preferito è il vetro, perché è particolarmente difficile da lavorare. Ma Giulio Parini, giovane designer ticinese, è molto versatile e pensa anche oggetti in metallo, in legno, in pietra…

Com’è approdato al design? Da bambino disegnava hotel giganteschi, poi sono arrivate la Nuova accademia di belle arti di Milano e l’ECAL di Losanna. Dopo due anni a Parigi, Giulio Parini fa la spola tra Ginevra e il Ticino, dove ha il suo atelier. Quindi si può fare design nella Svizzera italiana? Sì, a patto di spostarsi per crearsi i contatti e le collaborazioni con le ditte del settore, soprattutto a Milano, Londra e Parigi.

Sostenuto da diversi enti e fondazioni Giulio lavora a più progetti, in collaborazione con bravi artigiani, spesso preferendo il processo di creazione all’oggetto finito. Tra questi progetti “Castagno 18”, con il legno di castagno locale. Prende sul serio l’impronta ecologica dei suoi prodotti – e questo è particolarmente importante quando si creano oggetti in serie - e crede che anche il designer possa creare circoli virtuosi.

Insieme all’eleganza degli oggetti che crea, ci sono molti elementi per andare a trovare Giulio Parini nel suo atelier.