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Byron Gago: arte tra equilibrio e violenza

Raccontare la proprio ribellione con l’arte

Byron Gago

Credits: Sonja Riva, Giotto Parini e Gioconda Donato

Dietro il suo sguardo morbido e il calore latinoamericano, Byron Gago è determinato a fare dell’arte il suo approdo.

Per ora la sperimentazione è la sua cifra stilistica che esercita utilizzando la fotografia insieme alla scultura, i video con le istallazioni.

L’arte appare per lui come uno sguardo critico sul vivere odierno attraverso le sue esperienze individuali e i riferimenti alla storia.

Dopo gli studi in ambito artistico a Milano e alcune esperienze espositive arriva a Lugano, dove vive e collabora con il gruppo creativo dello Spazio Morel.

E proprio il far parte di un collettivo artistico, di un gruppo nel quale riconoscersi appare una sua necessità.

Nelle sue opere, c’è il tentativo di raccontare il suo malessere per il vivere costretto in schemi che non gli appartengono, quello dei grandi gruppi industriali ed economici che rendono l’individuo e la sua umanità preda e vittima designata.

Lui, la sua ribellione la mette in scena con fuochi, cartelli di denuncia, lance e racconti che vedono protagonisti i drop out e gli esclusi.

Nei suoi lavori i materiali poveri o industriali vengono reinventati con estrema attenzione ai dettagli con cura artigianale.

Attualmente frequenta un master all’Ecal a Losanna.