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Un piccolo spavento

Benvenuti nel mondo inquietante di Nathalie Bissig e delle sue maschere

Un piccolo spavento

Credits: Claudia Quadri, Ariel Salati, Gioconda Donato, Luca Garatti, Giorgio Alberti

Le maschere fanno parte del patrimonio folkloristico di molte culture, anche di quella svizzera. Pensiamo agli inquietanti mascheroni di legno tipici della Lötschental in Vallese – iscritti tra le tradizioni viventi in Svizzera. Ma anche quando ha l’aria più inoffensiva, una maschera, per il fatto di celare il volto ha sempre qualcosa di potenzialmente pauroso e ambiguo.

L’artista urana Nathalie Bissig da anni crea maschere in tessuto, che poi mette in scena. Ispirata da un vecchio libro di fotografie sul canton Uri, sta anche ripopolando quel mondo con le sue magnifiche e sinistre figure. Un lavoro che ha qualcosa di contemporaneo e di arcaico insieme, che unisce etnografia, teatro, fotografia, sartoria...

I progetti di Nathalie Bissig nascono anche come reazione alla nostra ossessione per la performance. La società chiede (infligge!) alle persone prestazioni sempre più elevate e non sembra più esserci spazio per la debolezza o per la fragilità. Le maschere di Nathalie ci osservano e sembrano dire: cosa credete di fare?